Siamo alla settima e già si delineano i primi verdetti: primo, il campionato è già opzionato dalla Juventus. Solo la squadra bianconera  può gettarlo alle ortiche, anche se appare molto  improbabile. Possiamo dire che una mezza ipoteca sul titolo è stata messa. Non ci sono più le mezze stagioni, non c’è più la classe media e pure le grandi del campionato sono sparite.
Infatti, dopo la capolista, sono tante in pochi punti a lottare per Champions ed Europa League, poi sotto tutti a battagliare per non retrocedere. Con la differenza che le grandi hanno i punti di Sassuolo, Sampdoria, Genoa e Fiorentina..
La vera questione è quella di trovare serie antagoniste al dominio juventino che ormai dura da circa 8 anni. Mancano le milanesi, le romane ed il Napoli, ed è un problema, per tutti.
Non avveniva da anni che a settembre fosse già chiara la trama ed il finale del film sul campionato.
La caduta del Napoli a Torino può starci, ovvio. Ma quest’anno con una Juve più forte, da CR7 ad una panchina di titolari, ed un Napoli di fatto indebolito dalla cessione di Jorginho, il rischio di un campionato monotono è quasi certezza.

La Juventus a dominare, le altre che si battono per secondo terzo e quarto posto. il rischio della noia è incombente, così come accade in Francia. Più aperti ed interessanti sembrano invece i campionati inglese e spagnolo. In quelle nazioni, soprattutto in Premier, le squadre che possono vincere sono almeno 5 o 6, in Spagna almeno 3. Di conseguenze trasmissioni Tv, giornali, sponsor, biglietti per lo stadio, scommesse ecc ecc subiranno un drastico ridimensionamento che non farà bene allo sport italiano e neppure all’economia.  Il calcio è un’industria che produce valore, oltre lo 0,7% del PIL nazionale, posti di lavoro e muove tanti interessi in tutto il Paese. Con una Nazionale da tempo deludente, il campionato quasi in archivio al 29 settembre,  chiuso, il rischio di disaffezione è concreto.

E il giro d’affari, enorme, rischia di non essere compensato dall’effetto Ronaldo. A questo punto armiamoci tutti di pazienza e aspettiamo quello che succederà. Intanto rilevo che Marotta lascia la Juve, o meglio viene “rottamato” dal Presidente Agnelli che gli preferisce la generazione dei quarantenni. E’ un fulmine a ciel sereno, Marotta è uno dei principali protagonisti dell vittorie in campo, della crescita nazionale ed internazionale della Juve e dei bilanci in pareggio con una crescita esponenziale del giro d’affari. Inoltre, insieme a Paratici, è il re del mercato italiano da molti anni. Ci saranno ripercussioni? Ci sono retroscena? Perché a stagione iniziata? Lo capiremo nei prossimi mesi. Intanto Marotta annuncia che cerca lavoro, e qualcuno (Napoli?) è già alla finestra….
Per oggi è tutto, linea allo studio.