La sconfitta del PD è netta. Hanno vinto i populismi del M5S e della Lega. Senza attenuanti e senza alibi. Ne esce un Paese spaccato, socialmente e geograficamente. Basta guardare la mappa della distribuzione dei voti.
La Città di Torino, in questo quadro, fa eccezione. Il centrosinistra si conferma essere la prima coalizione, il PD il primo partito.
Pur nella difficoltà generale dell’uragano nazionale cresciamo in termini di voti assoluti rispetto alle amministrative perse nel 2016 mentre, nonostante il crescere dell’affluenza, scendono i voti assoluti del M5S che oggi è largamente la terza forza politica della Città dietro noi e il centrodestra. Penso che possa anche aver inciso quanto diciamo dall’inizio e che cioè l’amministrazione di Appendino sia completamente inadeguata a governare Torino. I torinesi l’hanno sperimentato e capito. E penso che abbiamo fatto bene a denunciarlo in tutti questi mesi e a formulare le nostre proposte alternative per la Città.
Auspichiamo che almeno adesso che le urne hanno mandato un messaggio chiaro alla prima cittadina ci sia un cambio di rotta e di atteggiamento nei confronti della Città e che si ascoltino le minoranze consiliari che sono tali solo in Sala Rossa ma, direi in maniera inequivocabile, sono la larga maggioranza tra i cittadini torinesi. Noi continueremo nella nostra azione costruttiva con un unico faro: l’interesse della Città.
Il PD torinese c’è, è vivo, e può ripartire per riconquistare il posto che merita.