Portici maleodoranti, ricoperti dal guano dei piccioni e peggio ancora, agli angoli delle colonne, vere e proprie pozzanghere di urina. E pensare che siamo sotto i portici di piazza Carlo Alberto, esattamente davanti all’ingresso di Palazzo Carignano. Uno dei maggiori esempi di architettura barocca torinese che insieme a Palazzo Reale e a Palazzo Madama fa parte del sito seriale Unesco Residenze Sabaude.
Una meta fondamentale per i turisti che seguendo le indicazioni di una qualsiasi guida del capoluogo piemontese, rischiano di ritrovarsi davanti ad uno spettacolo indecente: le piume dei colombi miste a mozziconi di sigaretta e defezioni umane, regalano uno spettacolo tutt’altro che piacevole. Per non parlare degli odori nauseabondi. Il resto lo fanno i cartoni abbandonati davanti ai cancelli d’ingresso, giacigli improvvisati per la notte, unico rifugio dei senzatetto torinesi.
Un triste scenario quindi, che non rende giustizia alla storia di Palazzo Carignano che dopo un lungo restauro, oggi ospita la Soprintendenza ai Beni Culturali del Piemonte e il Museo del Risorgimento, sotto lo sguardo della statua equestre di Carlo Alberto e di fronte alla Biblioteca Nazionale.

 

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