Anche a Torino, i sindacati dei pensionati scendono in piazza, riunendosi davanti alle Prefettura,  contro l’ennesima vessazione, inflitta dalla manovra di bilancio per il 2019 del Governo gialloverde, che colpisce ancora una volta le pensioni medio-basse.

La manifestazione convocata per il giorno 4 gennaio alle ore 11 in piazza Castello, proprio davanti alla Prefettura di Torino, ha lo scopo di accendere i riflettori su una manovra che ha previsto per i prossimi  tre anni una sottrazione di 2,5 miliardi di euro dalle tasche di chi oggi è chiamato a sostenere con la propria pensione anche figli e nipoti in difficoltà. Il presidio è organizzato da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil. Le sigle sindacali auspicano che il prefetto Palomba riceva i tre Segretari Generali per aprire un confronto su questo tema.
«Con le misure previste si useranno i pensionati ancora una volta come bancomat», afferma Lorenzo Cestari, Segretario Generale della Uil Pensionati Piemonte. «Abbiamo dato vita alla mobilitazione dei pensionati perché questo governo, che doveva essere del “cambiamento”, ha dimostrato di usare lo stesso metodo adottato dal governo Monti in poi: sfruttare le pensioni per fare cassa. Altro elemento di continuità con i precedenti governi è la mancanza di volontà di un confronto con le organizzazioni di rappresentanza».

«Le iniziative delle organizzazioni dei pensionati di questi giorni sono l’inizio di una mobilitazione generale di Cgil, Cisl e Uil contro una manovra finanziaria che ha messo al centro le promesse elettorali dei partiti e non il Paese»,  conclude il segretario della Uil Pensionati Piemonte.

L’auspicio dei Sindacati dei pensionati e dei loro iscritti era  di vedere applicata l’indicizzazione piena dei trattamenti, adeguando gli importi all’aumento del costo della vita, secondo i tassi di inflazione previsti dall’Istat.