Lapietra e Montanari, se in ordine alfabetico e galateo, Montanari e Lapietra, se li si preferisce in ordine gerarchico, sono diventati ormai il miglior regolare del metabolismo dei torinesi, superiore a qualunque pillola miracolosa, anche se, pur presi a piccole dosi, producono uno spiazzante effetto collaterale. Ma, superato il momento critico, assicurano donne e uomini sotto la Mole, i due sono una autentica fonte generosa e inesauribile di saggezza e d’ispirazione, che aiuta chiunque ad imparare a vivere e,  soprattutto, a come muoversi nel traffico cittadino.

Maria Lapietra, assessora ai trasporti, e Guido Montanari, vice sindaco e assessore all’Urbanistica, sono coloro, infatti, che da mesi rallegrano, con il loro genio e con le loro trovate su circolazione e piani urbanistici, l’inizio di giornata, prima ancora del bacio agli affetti, della colazione di rigore, del buongiorno al portinaio.

Lapietra e Montanari sono diventati i pedagoghi di famiglia di cui la città sentiva un estremo bisogno, paragonabili a nuovi Montessori per l’educazione delle masse. Quando li senti parlare o leggi le loro dichiarazioni, si sostiene da più parti, l’animo entra in una benefica ed erudita ebollizione al punto che i cittadini si sentono preda di un inebriamento diffuso, di un’esaltazione mistica, quasi una sorta di rapimento che ti fa apparire possibile, anche l’impossibile, soprattutto se si discute di mobilità.

Insomma, Lapietra e Montanari si apprestano a candidarsi nuovi guru della rivoluzione metropolitana pronti ad esaltare le folle e a sventolare insieme ad esse il loro prossimo e personalissimo libretto giallo-arancione, che tutti noi ci auguriamo più foriero di soddisfazioni dei libretti rossi di maiosta memoria, che qualche problemino hanno riservato ai cinesi, o di quelli verdi, che non hanno portato proprio bene al colonnello Gheddafi.

Lapietra e Montanari o Montanari e Lapietra, un sodalizio cui basta il pensiero per rendere tutti noi appagati, prima ancora che la parola, come suggeriva un Carosello di vecchia data, anche se il risultato finale è lo stesso di quel famoso confettino alla prugna:  prima si ride, poi si corre…

Quando si dice motilità, pardon mobilità!