Audizione in Consiglio regionale dei sindacati di GTT, la presidente Conticelli: aprire subito un tavolo sindacale.

Il piano industriale è stato approvato, la Regione Piemonte ha dato la garanzie sui fabbisogni finanziari, nonostante questo la crisi della azienda di trasporti torinese non vede quel rilancio che per ora è solo stato annunciato.
La crisi di GTT inizia da lontano, è vero, quindi le responsabilità non sono solo dell’ultima amministrazione.
Era una delle società controllate inserita nel piano di dismissioni e valorizzazione degli asset messo a punto dall’allora amministrazione Fassino. In quell’occasione, era il 2013, non se ne fece nulla, la gara per cedere una quota della società – Ferrovie dello Stato offrì 70 milioni – ma l’offerta scatenò un’alzata di scudi e si archiviò. Oggi Gtt non è più sull’orlo del collasso finanziario immediato grazie alla Regione Piemonte, però il bilancio 2016 deve essere chiuso e il piano industriale mostra più di una incertezza.
Stamattina in Consiglio regionale del Piemonte, dopo l’audizione dell’amministratore delegato Walter Ceresa della settimana scorsa, sono stati sentiti i sindacati sul piano industriale. I sindacati vogliono “sicurezza e certezze per il futuro” e “il Comune ci dica chiaramente come intende procedere”. “Stiamo vivendo un momento surreale – afferma il segretario regionale Filt-Cgil, Francesco Bernardo – non abbiamo gli elementi di quanto sta accadendo. Fino ad ora – prosegue – abbiamo tenuto i toni bassi, lo scontro sociale a questo punto non credo sia più evitabile. Le poche informazioni avute le abbiamo dai giornali, nonostante la promessa dei vertici di informarci sul merito del piano industriale”.
La situazione in effetti ha dei tratti surreali, continua a mancare l’approvazione del bilancio 2016 e non si capisce come possa procedere il rilancio senza avere i conti passati approvati.
La preoccupazione è comune per tutte le sigle sindacali, accusano che il “rilancio” dell’azienda poggia principalmente sui licenziamenti.
“La responsabilità – continuano i sindacalisti – è degli ultimi anni, è inaccettabile che le stesse persone che hanno causato questa situazione siano le stesse che oggi dovrebbero rilanciarla. Non è credibile”.

“É il momento di aprire un tavolo sindacale su Gtt – ha dichiarato la presidente della Commissione trasporti, Nadia Conticelli (Pd) -, il personale é uno dei pilastri del piano industriale approvato e va affrontato con una relazione sindacale fino ad ora evitato”.
Le domande poste dai sindacati sono tante, ma le risposte per ora non arrivano dal socio unico: il Comune di Torino. Certo non possono arrivare dai consiglieri regionali.
Il trasporto pubblico è un settore troppo importante per ridurlo a una bega delle parti, con il solito rimpallo delle responsabilità su cui spesso si esercita l’amministrazione comunale. I problemi meritano delle soluzioni, soprattutto quando sono così importanti e a rischio sono i numerosi lavoratori.
“È un’azienda inefficiente – continua il rappresentante Faisa-Cisal, Giovanni Scarpellino – se c’è un prezzo da pagare sul costo del lavoro perché iniziare dai dipendenti più deboli mentre i posti di potere, invece, si consolidano”.
“Non potete giocare sulla pelle dei lavoratori , non è una guerra tra il Pd e il M5S” ha detto Salvatore Monaco della segreteria Faisa-Cisal.
Come avevamo riportato alla fine dell’audizione dei vertici aziendali, approvare il piano industriale non sarebbe stato un traguardo ma l’avvio della fase più difficile, tanto più quando gli strumenti annunciati sono ancora incerti.
Un’azienda che vuole rilanciare la propria attività deve coinvolgere i lavoratori. Non è una opzione, è un dovere.