Ha il sapore di una grande vittoria il pareggio in bilancio con cui Gtt ha chiuso l’esercizio 2018 dopo che nel 2017 aveva fatto registrare un rosso da 32,6 milioni di euro.
I dodici mesi trascorsi invece per il Gruppo Torinese Trasporti hanno portato nelle casse un utile di 498 mila euro. Un risultato positivo frutto del piano di risanamento industriale e di partite straordinarie e non ripetibili come i rimborsi per le agevolazioni tariffarie versate dal comune per gli anni dal 2012 al 2017 e pari a 22,7 milioni.

Votato dall’assemblea dei soci e con il parere positivo di Deloitte il bilancio Gtt lascia soddisfatto l’amministratore delegato Giovanni Foti che parla di «una giornata molto positiva con un risultato in pareggio che per noi è molto importante». «Una svolta rispetto ai due anni precedenti dell’azienda» è invece l’opinione del presidente Paolo Golzio ottimista anche sul 2019: «Possiamo guardare il futuro con serenità ma anche con determinazione. Ci sentiamo di confermare il piano per il 2019 e questo è un dato rilevante che però a noi non basta ancora e vorremmo anticipare le tappe».

Insomma, si tira un sospiro di sollievo anche se per poco. Infatti, resta da capire come fare a sopperire al taglio di 9 milioni di euro deciso dal governo nell’ambito dei contenimenti del Fondo nazionale trasporti. Così come c’è ancora da digerire la scelta di Rail.to, il consorzio di Arriva e Gtt, di non partecipare alla fare per il servizio ferroviario metropolitano. Un appalto da 88 milioni di euro all’anno e dal quale dipendono 300 posti di lavoro e la solidità stessa del piano industriale.

Della questione si parlerà mercoledì in commissione comunale quando verranno ascoltati i vertici di via Turati, anche se l’assessora ai Trasporti Maria Lapietra non sembra particolarmente preoccupata: «Di questa vicenda non è stato colto l’aspetto fondamentale – ha precisato – ossia che per la prima volta si è fatta una gara vera per il servizio ferroviario. Quando due anni fa si è presentata l’opportunità della gara, è stata una cosa importante ma un salto nel vuoto, nel senso che il risultato non era scontato per nessuno degli eventuali concorrenti. Ovviamente siamo molto dispiaciuti che Rail.to non abbia partecipato perché non si è trovato l’accordo sulla governance, ma il risultato, ripeto, poteva essere di qualunque tipo, sia positivo che negativo, e la cosa davvero importante è che per la prima volta non ci sia stato affidamento diretto ma una vera gara».