Sono stati tutti assolti gli imputati al processo per le presunte irregolarità nella costruzione del grattacielo della Regione Piemonte.  I funzionari e gli imprenditori rinviati a giudizio erano accusati di falso, corruzione e abuso d’ufficio.

L’inchiesta che aveva portato al procedimento riguardava una variante del progetto originale dell’archistar Massimiliano Fuksas. Secondo l’accusa infatti la modica apportata al grattacielo, che sorge nel quartiere Lingotto e che dovrà ospitare gli uffici della Regione, serviva a garantire dei vantaggi ad alcune imprese. Ovvero farle guadagnare più denaro. Presunti illeciti che per la Procura erano avvenuti tra il 2011 e il 2013.

Il pubblico ministero Francesco Pelosi aveva chiesto per i sei imputati condanne che arrivavano a 3 anni e 4 mesi. Tra questi l’ex presidente della Regione Ezio Enrietti, in quanto imprenditore e responsabile della ditta Les che ottenne i lavori in subappalto,

La sentenza di assoluzione, pronunciata dal giudice Pier Giorgio Balestretti, che ha presiduto il collegio, anche per un collaboratore di Ezio Enrietti, Claudio Santese, e Paolo Rosa, geometra della Coop Sette,  i funzionari regionali Maria Grazia Ferreri, moglie di Enrietti, Claudio Savasta e Luigi Robino. Le assoluzioni sono state pronunciate perché “il fatto non sussiste”  e perché “il fatto non costituisce reato” a seconda delle posizioni degli imputati.