Mimmo Carretta lo spiega in un post: basta un lenzuolo bianco, una bomboletta spray o dei pennelli e colori. E poi con un parola, una frase oppure un disegno esprimere il proprio sdegno per il governo M5s-Lega e per le «farneticazioni di Fontana e Salvini».

Il segretario metropolitano del Partito Democratico torinese lancia una campagna: #lenzuoliresistenti. Un invito ad appendere fuori dal balcone lenzuoli con scritte di “resistenza democratica”. Poi fotografare, pubblicare sui social, condividere.

La ricetta di Carretta: «Piccoli consigli utili per organizzare una sana resistenza democratica. Procuratevi un lenzuolo bianco, una bomboletta spray oppure pennelli e colori. Poi chiedete al vostro amico, alla vostra amica, di racchiudere in una frase, in una parola o in un disegno tutto lo sdegno che prova per questo governo e per le farneticazioni di Fontana e Salvini».

«Aggiungete tanta preoccupazione, un pizzico di rabbia e la resistenza è pronta. Adesso appendiamo #lenzuoliresistenti ai nostri balconi e manifestiamo tutta la nostra indignazione».

Il primo lenzuolo resistente è stato appeso in mattinata in corso Dogliotti. Sopra la scritta in rosso “Anti”, a fianco del graffito “fascisti sempre”, divenuto tale dopo che, per ben due volte, era stato cancellato il prefisso con la vernice nera. Così è tornata la scritta “Antifascisti sempre”, nel parcheggio a due passi dall’ospedale delle Molinette, a pochi metri dalla sede di CasaPound. Com’era alle origini.

Durante l’iniziativa del Pd Mimmo Carretta aveva introdotto l’azione: «Questo è un gesto simbolico. Ogni azione antifascista dev’essere condita da gesti simbolici. Abbiamo un governo che non è giallo e verde, ma nero. E noi dobbiamo tenere alta la guardia. Dobbiamo farlo ogni giorno, non solo oggi, ma tutti i giorni».

“Dobbiamo essere terrorizzati da quello che sta succedendo. Non ci sono altri termini”

«L’altro giorno abbiamo ricevuto una lezione di legalità da CasaPound che ci ha spiegato cos’è legale e cosa no. Per noi loro sono illegali, mentre noi siamo dalla parte della legalità. Quindi noi non accettiamo lezioni di legalità dai fascisti. O lezioni da chi viene ad imbrattare le scritte, aprendo delle ferite alla Torino medaglia d’oro alla Resistenza».

«Ho segnalato all’Appendino più di una volta quello che era successo qui. Capisco l’imbarazzo della sindaca nel fare un governo con la Lega con l’appoggio esterno della Meloni: diventa complicato per lei prendere delle posizioni. Anche se in effetti Appendino non prende mai delle posizioni. Ma immaginavo che su una tematica così un colpo potesse batterlo».

«Invece i colpi che ha battuto sono andati in una direzione contraria rispetto a quello che ci aspettavamo, parlando contro il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e contro le istituzioni. Appendino ieri era in piazza per la festa della Repubblica, ci ha fatto l’onore di esserci, ma ci ha fatto capire che andare in piazza era quasi una concessione».

«Da parte sua è un dovere andare in piazza. E ripeto quello che ho detto a lei in una lettera “leggiti quello che c’è scritto sulla lapide con impresse le motivazione del conferimento della medaglia d’oro alla Resistenza Torino. Le legga più volte, ad alta voce. Le legga ai suoi amici leghisti che ti appoggiano. Dopodiché può rappresentare anche noi».

«Siamo qua perché cerchiamo di riportare un po’ di legalità, perché la storia non si cancella. È impossibile cancellarla. Ma dobbiamo stare attenti, perché il nero, le mani di vernice nere, ormai sono lì e ogni giorno fanno capolino nelle nostre coscienze. Fanno capolino con le dichiarazioni del ministro Fontana di ieri, fanno capolino con le dichiarazioni di Salvini in campagna elettorale».

«Dobbiamo essere terrorizzati da quello che sta succedendo. Non ci sono altri termini».

«Ora è tempo di piccoli gesti di resistenza democratica. Oggi e domani. Ci sarà un periodo difficilissimo che ci aspetta, ma noi saremo qui a fare fronte comune e il Partito Democratico dev’essere al centro di questa resistenza. Ripartendo dalla voglia di unità», ha concluso Mimmo Carretta, che poi si è armato di bomboletta rossa, dando l’esempio.

(foto di Susanna De Palma e Ermanno Torre)