Una delle giornate più difficili vissute da Torino negli ultimi decenni. Scontri e violenze nel giorno del corteo di centri sociali e anarchici contro lo sgombero dell’Asilo occupato, avvenuto in questi giorni.

Circa un migliaio i manifestanti che si sono dati appuntamento in centro. Ma la tensione ha fatto da cornice all’iniziativa e si sono registrati incidenti in varie parti della città.

Quattro persone sono rimaste ferite, undici i fermati dalla polizia. Poi cassonetti in fiamme, auto e mezzi pubblici danneggiati.

Il corteo, aperto dallo striscione: “Fanno la guerra ai poveri e la chiamano riqualificazione. Resistiamo contro i padroni della città”, non è riuscito a raggiungere l’Asilo, da qui i disordini.

Spiega il Questore Francesco Messina: «Abbiamo avuto dei momenti effervescenti dovuti ai tentativi di alcune frange violente di questo corteo di anarchici di penetrare in centro città o in alternativa di tonare sui luoghi che sono prossimi all’edificio che è stato sgomberato nei giorni scorsi.

«Abbiamo dovuto contenere la rabbia di queste persone finché siamo riusciti a circondarli e abbiamo provveduto all’arresto di 11 devastatori, che saranno deferiti e tratti in arresto per una serie di reati che vanno dalla devastazione, al blocco stradale, alla resistenza aggravata al lancio di ordigni – ha continuato il questore – Le frange violente che abbiamo dovuto contenere sono frange che fanno capo al movimento anarco-insurrezionalista sociale, cioè un gruppo di anarchici insurrezionalisti che partono dalla protesta sociale per poi agire con la sovversione nei confronti dello Stato».

«Tutto questo non può essere confuso in alcun modo con l’esercizio della democrazia – dice la sindacadi Torino Chiara Appendino Gli episodi di violenza perpetrati da alcuni manifestanti oggi a Torino sono di una gravità inaudita». La prima cittadina ha poi espresso tutta la sua solidarietà alle forze dell’ordine.

Il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino evidenzia: «Il mio forte ringraziamento e la mia vicinanza alle forze dell’ordine che hanno contenuto le intollerabili violenze compiute nel centro città da gruppi di anarchici. Sono atti gravi che non possono trovare alcuna giustificazione».

Mentre il ministro dell’Interno Matteo Salvini afferma: «Galera per questi infami. Ridotti quasi a zero gli sbarchi adesso si chiudono i centri sociali frequentati dai criminali», Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega chiede lo sgombero di tutti i centri sociali presenti a Torino: «Si rassegnino i professionisti della violenza che stanno saccheggiando Torino come barbari. La loro guerriglia non gli ridarà lo stabile che hanno occupato venti anni fa e che è stato liberato dalle forze dell’ordine qualche giorno fa.

Aggiunge Ricca: «Torino, oggi, è nel panico. In balia di violenti che stanno distruggendo tutto. Per correttezza i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, che giorni scorsi sui social network si sono quasi detti dispiaciuti per lo sgombero, dovrebbero chiedere scusa a chi in queste ore sta subendo danni. Lo sgombero dei centri sociali torinesi è appena all’inizio».

Sugli incidenti interviene anche il segretario metropolitano del Partito Democratico, Mimmo Carretta: «Esprimiamo piena e incondizionata solidarietà alle forze dell’ordine impegnate in queste ore a fronteggiare i gruppi antagonisti e insurrezionalisti che avevano minacciato di “riprendersi la città”. Slogan e parole d’ordine violente, che si aggiungono a quanto accaduto venerdì scorso, giorno dello sgombero, in cui le azioni di questi facinorosi hanno caratterizzato la serata. Tutto questo mentre parte della maggioranza grillina, che governa la città, plaude e solidarizza apertamente con questi facinorosi, addirittura condannando lo sgombero dell’Asilo». 

Secondo Carretta si tratta di: «un’ambiguità che non possiamo più permetterci di tollerare. Un’ambiguità che è racchiusa nelle parole pronunciate mesi fa da una consigliera comunale M5s, la quale disse che i “Centri sociali sono importanti come gli ospedali”. Viviamo momenti di forte tensione sociale in città e nel Paese e oggi più che mai bisogna occuparsi delle questioni reali senza esacerbare animi e situazioni. Un senso di responsabilità sconosciuto tra i banchi Cinque Stelle».

Maria Grazia Grippo, vicecapogruppo per il centrosinistra in Città Metropolitana parla di cambi di alleati per Appendino: «Molte considerazioni dovranno essere fatte nei prossimi giorni. Partendo proprio dallo sgombero dell’Asilo, sfacciatamente rivendicato dalla sindaca Appendino che in un battere di ciglia ha cambiato stile adeguandosi alle nuove alleanze nazionali. Infatti lei è la stessa che in campagna elettorale fece capire di non voler pestare i piedi alle case occupate nonostante i torinesi chiedessero soluzioni.  Addirittura i comitati per la casa che gravitano attorno ai centri sociali si siederanno ai tavoli delle consulte consiliari, istituzionalizzando l’illegalità».
«Così come all’interno della sua maggioranza non pochi consiglieri sono vicini a queste realtà e lo hanno anche rivendicato in Sala Rossa spesso e volentieri fino a criticare l’operazione di polizia di questi giorni.
Ma gli amici della sindaca sono cambiati, per motivi elettorali e di consenso: se ne facciano una ragione i presunti duri e puri di maggioranza».
Il guaio è che né lo Stato né l’anti-Stato la riconoscono come interlocutrice. In due anni di mandato, lisciare il pelo agli antagonisti da parte di Appendino & Co. non ha portato nessun beneficio sul piano del ripristino della pace sociale e della legalità. E adesso che al Tavolo della sicurezza la sindaca fa credere d’aver voce in capitolo, da Facebook alla realtà la ritroviamo spettatrice di un prevedibile scenario di guerra. All’Asilo lei si è limitata ad aprire la porta alle forze dell’ordine. Senza avere la minima idea di chi e che cosa ci avrebbe trovato e senza nessuna rassicurazione in tasca sugli effetti collaterali dell’operazione. L’insipienza può costare cara. Le amicizie di convenienza anche», conclude Maria Grazia Grippo.

Il gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle in Sala Rossa ha commentato la giornata con una nota: «Al di là di cosa si pensi sulle modalità dello sgombero dell’ex asilo di via Alessandria, le scene a cui stiamo assistendo in queste ore a Torino non possono in alcun modo essere giustificate. La violenza va sempre rifiutata, le modalità per manifestare legittimamente il dissenso sono altre e in questi anni le abbiamo viste in tanti cortei pacifici. La Città ha bisogno di tornare alla normalità per questo ringraziamo gli agenti che in questo momento si stanno spendendo per placare l’escalation di violenze e tensioni e siamo vicini ai cittadini rimasti coinvolti»

L’eco di quanto accaduto oggi dunque sta già alimentando una nuova polemica politica che sicuramente terrà banco nei prossimi giorni.