Metti una mattina uggiosa, metti una commissione con all’ordine del giorno tutte le interpellanze presentate dai consiglieri sulla situazione nomadi a Torino, metti vari comitati di cittadini esasperati dalla presenza di accampamenti sotto le loro case e metti due fazioni di guelfi bianchi e neri che cercano disperatamente di contenere l’ira degli interpellanti, otterrai una miscela esplosiva.

Dopo le solite spiegazioni politiche prende la parola il Comandate della Polizia Municipale di Torino, Emiliano Bezzon, che in maniera candida, precisa, inequivocabile ed inattaccabile pronuncia la dura verità: possiamo solo sanzionarli amministrativamente (tanto non pagano!) ma non possiamo spostarli.

Non abbiamo gli strumenti giuridici per farlo e dato che nemmeno il Questore ci è riuscito, figurarsi la polizia locale. Se però l’amministrazione decide di posizionare dei new jersey o dissuasori per impedirne la sosta, ben venga.

Apriti cielo: un assessore che scappava urlando che le spontanee postazioni ormai presenti in tutta Torino ed in tutti i giardini di nomadi non erano conseguenza della chiusura del campo di Corso Tazzoli (ma ai cittadini cosa può interessare!); un altro che deglutiva e ruminava emettendo grugniti; i cittadini esasperati ed increduli dopo mail, raccolte firme e «false promesse che per due anni li hanno illusi di trovare una soluzione». Arriva un consigliere della Lega che avanza come soluzione il Decreto sicurezza in questi giorni all’esame della Camera e del Senato.

Sorrisini, battutine degli avversari e frasi sibilline tipo «tanto non verrà approvato» o «non sappiamo cosa c’è dentro» (dette dagli alleati di Governo ma non alleati a Torino).

Il risultato è che, come denunciano i residenti «ci teniamo i carrozzoni sotto casa, i bambini che si lavano nelle fontanelle, i genitori con i polli che scorrazzano per i corsi di Torino, le latrine improvvisate agli angoli delle strade (tutti fatti documentati)  e noi cittadini “disperati, anziani disinformati, madamin da salotto”  smettiamola di tediare l’amministrazione con le nostre richieste e tifiamo, per una volta, per chi ha detto la sacrosanta verità, bravo Bezzon».