«Vivo interesse per la presenza dei deputati del PCI», così titolavano alcuni quotidiani nazionali  l’11 marzo 1969, quando, per la prima volta, i comunisti italiani siedono nell’emiciclo parlamentare di Strasburgo. Un traguardo importante per il Partito Comunista Italiano che, seppur consapevole dei limiti e della crisi profonda in cui versava la politica europeista di allora, vedeva nella “Piccola Europa”,  l’occasione per le forze di sinistra,  per portare avanti la battaglia contro i monopoli, il militarismo, la pace, il superamento dei blocchi, la cooperazione economica internazionale e le profonde riforme sociali e politiche di cui ancora il Paese e l’Europa mancava.

Obiettivi che il leader indiscusso dell’allora delegazione comunista, Giorgio Amendola, dichiarò che avrebbe perseguito con slancio e serietà, facendo dello studio rigoroso, della disponibilità al dialogo, ma anche della coerente difesa delle proprie idee e del proprio campo, le armi privilegiate della battaglia politica.

Proprio le riflessioni, ancora attuali, di Giorgio Amendola rispetto al  futuro dell’Europa, saranno lo spunto per una riflessione più ampia sullo stato dell’arte del progetto di integrazione europea,  nell’ambito del convegno “Giorgio Amendola e la Questione Europea”, che si terrà il 21 novembre alle ore 18.30 presso la Fondazione Giorgio Amendola in via Tollegno 52 a Torino.

Un progetto, quello dell’integrazione europea, che negli ultimi anni ha vissuto una crisi politica e ideale che sta mettendo in discussione la sopravvivenza stessa dell’Unione e delle istituzioni comunitarie, basti pensare alla drammatica vicenda Greca e al complicato evolversi della Brexit in Inghilterra.

Del nuovo panorama europeo, dei nuovi equilibri post elezioni europee del 26 maggio 2019 e, più in generale, delle istituzioni comunitarie, parleranno gli ospiti del convegno: Massimo D’Alema, presidente della Fondazione Italiani Europei, Peppe Provenzano ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Simona Colarizi storica italiana. Il dibattito sarà moderato dal Prof. Giovanni Cerchia, direttore Scientifico della Fondazione Giorgio Amendola e docente di storia all’Università del Molise.