Dopo l’iniziativa di sabato scorso, il primo dei seminari organizzati dal Partito Democratico “Torino al futuro dall’ascolto al progetto”, ci siamo incontrati Raffaele Gallo,  consigliere regionale del Piemonte e membro della direzione nazionale del Pd, per parlare del domani della città. In vista delle amministrative del 2021.

Consigliere Gallo sabato il Pd ha iniziato un ciclo di incontri per Torino 2021 partendo dal Parco della Salute che però oggi sembra messo in discussione nella sua idea originale, cosa ne pensa?

Bene l’iniziativa di sabato organizzata dal gruppo consiliare perchè aiuta a tenere alta l’attenzione su questo progetto che abbiamo fortemente voluto in Regione nella scorsa legislatura e che abbiamo costruito proprio con molti degli intervenuti al convegno. Questa iniziativa aiuta la nostra opposizione in Regione alla Lega e al centrodestra che sta cercando di smembrare il Parco della Salute facendo perdere un occasione importantissima per Torino e il Piemonte. Se questi son i progetti per Torino della Lega…è bene che i cittadini ne siano pienamente  a conoscenza.

Quindi lei pensa che per il 2021 la competizione sia essenzialmente con il centrodestra?

Si, sono tra quelli che pensano che l’avversario del centrosinistra a Torino sarà la Destra guidata dalla Lega. Lo continuo a ripetere in tutte le sedi e anche qui. Son contento che il mio partito stia riorientando, nelle parole del suo segretario metropolitano, la propria politica in questa direzione.

La partita è aperta e molto dipenderà dalle proposte che saranno avanzate, dalle alleanze che si metteranno in campo, dai candidati. Sotto questo profilo ritengo ci sia ancora molto da fare. Il PD ha iniziato un suo percorso, che si intensificherà nei prossimi mesi,  e dispone di donne e uomini di valore in grado di guidare la coalizione futura. Le nostre proposte saranno tanto più apprezzate se queste scaturiranno da un vasto confronto con la città e con i movimenti e le forze politiche che già hanno dato la loro disponibilità a costruire una vasta alleanza civica. 

Cosa pensa di questi anni di governo della Città?

Nel PD torinese non vi è nessuna sostanziale  differenza di giudizio sul governo del M5S. Torino non è stata governata: anzi è regredita in quasi tutti i campi della vita economica, sociale e culturale. Si sono perse occasioni importanti per favorirne la ripresa e cogliere opportunità di sviluppo. E’ evidente e percepibile la rottura profonda che si avverte tra la città e l’amministrazione. Si dovrà lavorare duramente per ricucire un rapporto positivo tra i torinesi ed il futuro governo cittadino.

Quindi nessuna alleanza con il M5S per il 2021 anche se governate il paese insieme?

Nessuno, che io sappia, ha proposto a Torino un’alleanza tra PD e M5S. Non c’è alcun automatismo tra alleanza nazionale – che sostengo convintamente nei limiti delineati dal nostro segretario:” Al governo restiamo finché produce risultati utili al Paese” – e alleanze locali sulle quali, come è stato ribadito anche recentemente a Bologna, decidono i PD dei territori interessati.

Quello che è certo e che nel quadro nazionale e’ in corso un ampio dibattito all’ interno del M5S che dobbiamo incoraggiare, rispettare e seguire con attenzione. E’ interesse del Pd che questo movimento evolva perché oggi stiamo tornando a un bipolarismo fondato su Lega a destra e PD nel centrosinistra. Il M5S è a un bivio bisogna capire il profilo politico che assumerà.

Per adesso però è il PD che ha subito l’ ennesima scissione.

Si, ho vissuto con dispiacere la scelta di Renzi di uscire da partito. Oggi però con Italia Viva è necessario un chiarimento dopo le dichiarazione di qualche giorno fa di Renzi che ambisce a azzerare e assorbire il nostro partito,  ma vedo che nel dibattito interno il tema non è adeguatamente presente.

Torniamo a Torino. Cosa deve fare il Pd per prepararsi al 2021?

Torino oggi rischia di entrare in una fase di ulteriore regressione. I 18 mesi che ci separano dalle elezioni devono consentire alle forze della città di confrontarsi da subito sulle iniziative da assumere per interrompere la lunga decadenza e imprimere una svolta. Per questo ritengo che il PD debba provare ad organizzare un campo ampio su un progetto a medio termine per la Città . E’ un tema che prima di tutto riguarda le forze sociali a cui intendiamo rivolgerci: questione che oggi è molto più complicata di ieri e che non si risolve con slogan, ma essendo consapevoli della natura diversa dei problemi che oggi vivono le famiglie, i giovani, quanti cercano un lavoro dignitoso e stabile. Non credo che questi problemi si risolvano contrapponendo le periferie torinesi (non solo geografiche, ma anche economiche e sociali) alla ZTL, sulla quale sia chiaro sono contro il pagamento; e neppure scegliendo una sola delle tante vie possibili: il PD deve provare a ragionare a “tutto campo” per costruire progetti ambiziosi per la nostra Torino partendo da temi come la casa e la protezione sociale.

Negli ultimi giorni avete costituito Area Democratica all’ interno del Partito Democratico. Può spiegarci i motivi?

La decisione assunta in Piemonte da un gruppo di amici di costituire  “Area Democratica” si muove nella direzione di rafforzare l’area riformista del partito, secondo lo spirito originario che portò alla costituzione del PD. Aspetto ancora piu necessario dopo la fuoriuscita di Renzi. D’altronde, è noto a chi ha seguito le vicende recenti del PD piemontese e torinese, che “Futuro Democratico” ( i “fassiniani”) si sono mossi sempre con l’obiettivo di concorrere a creare un’area centrale per il governo del partito.

L’esperienza di “Futuro Democratico” si è conclusa, ma sono sempre presenti le ragioni che portarono alla sua costituzione ed è sempre valida la necessità di creare, un forte governo unitario del partito a Torino ed in Piemonte. Aspetto oggi ancora più stringente, considerata la necessità di unire il partito nella battaglia per vincere le elezioni amministrative del 2021 che, oltre a Torino, riguarderanno altri importanti centri del Piemonte.