Tutti si ricorderanno il video in cui la candidata sindaco Chiara Appendino metteva in contrapposizione le code davanti ai musei con quelle davanti alla Caritas. Ebbene: come promesso, la sindaca e la sua giunta si stanno dando da fare per diminuire le prime ed aumentare le seconde.

Dopo aver tagliato di tutto e di più alla fondazione Torino Musei, che non è più in grado di dare alla città una proposta espositiva e culturale all’altezza, è arrivata ieri – giusto in tempo per il Natale – la notizia del licenziamento di ben 28 dipendenti. Stando al comunicato del Movimento 5 Stelle: «La Fondazione Torino Musei ha deciso di agire in modo indipendente da quanto accordato con l’assessore alla Cultura del Comune di Torino, comunicando questa mattina il licenziamento di 28 dipendenti. Un atteggiamento avventato e spiazzante che disattende le decisioni della Città tese a salvaguardare invece i posti di lavoro per mezzo del ricollocamento».

Ora delle due l’una: o la sindaca non controlla minimamente una fondazione di cui ha nominato il presidente e in cui siede un rappresentante della città sempre da lei nominato, oppure l’assessore Leon mente come la accusano le opposizioni. Nessuna delle due ipotesi è particolarmente confortante.

Nel primo caso, significherebbe infatti che la città è in mano ad apprendisti stregoni che non controllano il corso degli eventi. A pagare alla fine sono i cittadini, in questo caso i dipendenti della Fondazione. Nel secondo caso invece emergerebbe in tutta la sua patetica drammaticità la figura dell’assessore alle Fontane Francesca Leon, che da critica dei grillini si è subito riconvertita al grillismo cancellando addirittura, alla viglia della nomina, i vecchi post di attacchi al Movimento 5 Stelle.

Una figura che non ha mai goduto di grandi simpatie tra i consiglieri, con almeno uno di loro – il consigliere Massimo Giovara – che ambirebbe a prenderne il posto, secondo le indiscrezioni di Luca Cassiani, già presidente della Commissione Cultura ai tempi di Fassino.

Quello che è certo è che l’Assessore Leon in questi mesi ha sempre acconsentito supinamente di essere la “foglia di fico” delle decisioni scomode, decisioni che vengono prese sopra la sua testa e che lei è tenuta invece a riferire in consiglio comunale come un’annunciatrice qualsiasi.

Non ha battuto ciglio quando la sindaca a inizio mandato le assegnò la delega alle fontane ma non quella agli eventi culturali, non ha reagito quando l’ex-Capo di Gabinetto Paolo Giordana si avventò sulle restanti deleghe con l’idea di centralizzarle nel proprio ufficio, non ha proferito verbo ogni volta che il consigliere Giovara tracimava nelle commissioni e negli incontri pubblici atteggiandosi da assessore alla Cultura e ora non reagisce neanche alle presunte “umiliazioni” inflittele da Luca Pasquaretta, capo Ufficio Stampa della sindaca.

Pochi giorni fa ci sarebbe infatti stata una sfuriata tra Pasquaretta e la Leon sulla questione Capodanno e che il capo Ufficio Stampa non le avrebbe certo mandate a dire all’assessora.

Una situazione davvero sgradevole, che avrebbe provocato le immediate dimissioni di qualsiasi altro assessore alla Cultura. Ma Francesca Leon, come emerge ogni giorno di più, più che assessore alla Cultura è stata degradata ad assessore ai Turet. Con delega, purtroppo, ai licenziamenti.