Forza Nuova Piemonte non ci sta e replica alle accuse e alle notizie circolate nelle ultime settimane, in particolare ad un coinvolgimento del movimento di Roberto Fiore nel presunto traffico di armi dall’Ucraina all’Italia.

Secondo Forza Nuova: «I dirigenti e i militanti di Forza Nuova Piemonte sono fortemente disgustati dalla totale mancanza di deontologia professionale di alcuni giornalisti (o presunti tali) che in questi giorni cercano di alimentare l’assurdo complotto dei “missili di Forza Nuova”».

«Già nella mattinata di lunedì, a poche ore dal sequestro, la Questura di Torino aveva organizzato una conferenza stampa in cui si affermava che le perquisizioni riguardano un hangar in provincia Pavia e un’abitazione privata in provincia di Varese, dunque nessuna sede di partito o abitazione in Piemonte, l’unica relazione dimostrabile tra Forza Nuova e l’arrestato è riferibile ad una candidatura nel 2001 (18 anni fa) e le operazioni fanno riferimento ad un’indagine iniziata nel 2018, senza nessun collegamento con le perquisizioni a Torino delle settimane precedenti».

Continuano da Forza Nuova: «Sempre lunedì, dopo una rigorosa verifica interna, il Coordinatore di Forza Nuova Lombardia pubblicava un comunicato stampa per confermare la totale estraneità del movimento alla vicenda: nessuno dei personaggi coinvolti risulta essere infatti militante o tesserato al movimento. Nonostante la disponibilità pressoché “in diretta” di questi dettagli fondamentali, numerose testate giornalistiche e siti di informazione hanno pubblicato articoli pieni di inesattezze e personalissime interpretazioni: milioni di italiani hanno quindi formato la loro opinione sulla vicenda basandosi su vere e proprie fake news».

Secondo i forzanovisti piemontesi alcune testate online avrebbero addirittura affermato che il missile era stato rivenuto nelle sedi e nelle abitazioni di esponenti di estrema destra, indicando proprio Torino come luogo del ritrovamento, cosa che non corrisponde effettivamente a quanto emerso dall’inchiesta.

«Nei giorni successivi, spinti dalle richieste di rettifica da parte di Forza Nuova e finalmente convinti dalle ulteriori dichiarazioni della Questura, molti giornalisti hanno corretto i loro articoli eliminando i riferimenti errati passibili di querela. Si tratta però solo di una magra e tardiva consolazione: senza una pubblica ammissione di colpe da parte di questi giornalisti e con un’operazione di editing fatta quando la notizia era già passata in secondo piano, la maggior parte dei lettori probabilmente continuerà a credere ciecamente alla prima – errata – versione dei fatti».

Concludono da Forza Nuova Piemonte: «In un momento storico in cui le fake news diventano arma di distrazione di massa, noi non intendiamo subire passivamente questa ingiusta gogna mediatica e a breve ci attiveremo per vie legali. Siamo stufi di questi “giornalisti” che al mattino indossano il mantello da supereroe a caccia di bufale e poi alla sera sfruttano la loro “autorevolezza” e “rispettabilità” per vomitare accuse contro chi non la pensa come loro per orientare l’opinione pubblica in una certa direzione».