La Guardia di Finanza, su incarico del procuratore Giancarlo Astegiano, ha sequestrato beni per un valore complessivo di oltre 12 milioni all’ex presidente di Finpiemonte, Fabrizio Gatti e all’ex direttore generale, Maria Cristina Perlo.

Ai due, coinvolti in un’inchiesta per peculato, sono stati sequestrati terreni, case auto e risorse finanziarie, in quanto ritenuti responsabili del danno erariale, che, secondo i giudici contabili, sarebbe stato provocato dalla loro condotta a Finpiemonte e alla Regione Piemonte.

Gatti è stato rinviato a giudizio insieme ad altri sette per peculato aggravato: è accusato di aver sottratto denaro dalle casse delle finanziaria per far confluire in un istituito di credito in Svizzera.

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Le fiamme gialle precisano che sono ora in corso accertamenti «finalizzati all’individuazione di ulteriori pregiudizi patrimoniali, in relazione alla procedura di accreditamento quale intermediario finanziario effettuata in assenza di un’idonea struttura organizzativa e di controllo, ai costi e alle conseguenze della cancellazione dall’Albo, alla conclusione del procedimento sanzionatorio avviato dalla Banca d’Italia nei confronti di Finpiemonte e al nocumento causato all’immagine della predetta società».