I classici hanno un futuro – dice lo slogan sul sito del Circolo dei Lettori – ma il Festival del classico che inizia oggi alla Cavallerizza Reale nasce già tra le polemiche a causa del suo passato.

Infatti, la manifestazione dedicata alla cultura classica, curata da Ugo Cardinale e che può contare su nomi eccellenti del panorama dell’antichistica e su di un ricco e vasto programma, pare non essere un’idea né nuova né tantomeno originale.

Somiglia in tutto e per tutto al remake di un altro festival che si chiamava Ianus, presentato nel 2016 in pompa magna al Salone del Libro con il cerimoniale dell’ex ministro ed ex presidente del Circolo dei Lettori, Massimo Bray, con Massimo Cacciari, e sotto la benedizione della Treccani, che poi in realtà non è mai partito.

Di quel festival Cardinale era direttore artistico a rimorchio.

Ora, pare che l’ex preside di Ivrea si sia portato via di soppiatto il progetto, per proporlo in autonomia al Circolo di via Bogino, senza mai informare i suoi vecchi soci.

Se la cultura è la celebrazione delle idee, per parafrasare i classici, quella di Cardinale pare essere un clamoroso riciclo non autorizzato.