È stata richiesta l’archiviazione per i nove indagati nell’inchiesta sul falso in bilancio Gtt. La procura di Torino, come precisa il procuratore capo Armando Spataro, ha riscontrato «l’estraneità ai fatti di sei indagati, mentre per altri tre la richiesta di archiviazione è stata formulata in ragione dell’insussistenza, in capo agli stessi, dell’elemento soggettivo richiesto dall’art. 2621 cod. civ. per il delitto di falso contabile».

Nel fascicolo aperto lo scorso autunno erano stati iscritti i nomi dell’amministratore delegato Walter Ceresa e quello del direttivo di Gtt per gli anni in questione, il 2015. L’accusa riguardava l’applicazione di tassi di interesse più alto rispetto a quello concordato originariamente, per i crediti che il Comune aveva nei confronti del Gruppo Torinese Trasporti che avrebbe permesso al società del trasporto pubblico di aggiungere nel bilancio circa 20 milioni, riuscendo così a raggiungere per l’esercizio 2015 il pareggio in bilancio. Nonostante al Comune di Torino non venisse detto nulla riguardo l’aumento dell’interesse.

«Le ulteriori indagini, – precisa Spataro – sviluppate sulla scorta delle osservazioni dei difensori e loro assistiti, hanno però consentito di evidenziare come gli indagati ben potessero ritenere che il Comune di Torino avesse riconosciuto come fondata e legittima la pretesa della società partecipata di vantare il citato ulteriore credito, con conseguente pagamento del relativo debito. I fatti successivi hanno dimostrato, in realtà, come per il Comune di Torino l‘approvazione del bilancio non avesse affatto il significato di riconoscimento dei crediti in essi iscritti e che GTT pretendeva di vantare verso il Comune stesso. Di tale considerazione, tuttavia, la Procura ritiene non si possa far carico, quanto meno con riferimento alla vicenda oggetto del presente procedimento, agli odierni indagati, fermo restando l’’ovvio rispetto per le future determinazioni del giudice competente».