Era stato sindaco di Torino proprio nel 2006, quando la fiaccola olimpica aveva illuminato la città. Forse anche per questo per Sergio Chiamparino è un boccone amaro da mandare giù l’esclusione del capoluogo piemontese dalla candidatura per i Giochi olimpici invernali 2026.

Tuttavia il governatore della Regione non si dice sorpreso: «La notizia del fallimento della candidatura olimpica a tre non mi sorprende affatto, perché dal momento che Milano e Lombardia non hanno accettato la clausola, per il Governo imprescindibile, che non vi fossero città capofila, il sottosegretario Giorgetti non ha potuto fare altro che prenderne atto».«In ogni caso – prosegue Chiamparino – se dovesse andare avanti una candidatura Veneto-Lombardia, con il sostegno del Governo, sarebbe l’evidente dimostrazione che eravamo di fronte a una manovra per tagliare fuori il Piemonte, manovra che la componente pentastellata non ha saputo in alcun modo fermare, neanche per difendere gli interessi di una città la cui sindaca è una esponente di primo piano del Movimento». Le decisioni del governo, però, per il presidente del Piemonte «rischia così di escludere l’unica città che poteva presentare impianti ancora adeguati e le condizioni per realizzare davvero un’Olimpiade sostenibile e di alto livello».

Preoccupa l’esclusione di Torino anche al consigliere regionale Pd Raffaele Gallo per il quale «si perde così un’occasione importante di visibilità, promozione internazionale e ricadute economiche. Torino, a guida cinque stelle, sta diventando giorno dopo giorno più piccola, meno internazionale e con minori opportunità. L’avvallo del governo M5S-LEGA alla candidatura a due Milano Cortina è un ulteriore schiaffo a Torino che esce definitivamente con le ossa rotte da questa vicenda».