Leggo che parrebbe fortemente a rischio la realizzazione del progetto del Centro per i Congressi Internazionali nell’area Westinghouse. Lo stop parrebbe dettato, da cosa ho capito, da mancati pagamenti da parte della Amteco & Maiora. Peraltro molti dei 5 Stelle si sono comunque spesso dichiarati fondamentalmente “contrari” all’opera, e ritengono questa battuta d’arresto una valida occasione per rimettere in discussione l’intero progetto (uno per tutti Damiano Carretto, presidente della Commissione urbanistica, scrive: “sarebbe una bella vittoria per la Città avere la possibilità di rivedere la progettualità sull’Area Westinghouse “).
La prendo un po’ alla larga.
Il Turismo congressuale può rappresentare per Torino una risorsa preziosa e insostituibile.
In breve e per punti :
1) Torino è a detta degli esperti una città particolarmente adatta per i Congressi, grazie alla sua dimensione relativamente ridotta rispetto a Roma e Milano, ma non troppo rispetto ad altre città, e grazie ad una attrattività turistica che rappresenta un elemento che chi organizza eventi mondiali non può ignorare.
2) Il Turismo congressuale muove persone normalmente con una medio-alta propensione alla spesa, spesso con accompagnatori in periodi dell’anno normalmente non “di alta stagione. Perfettamente complementare alle altre forme di turismo.
3) I Congressi sono un incredibile strumento di marketing territoriale, e possono essere complemento per Fiere, manifestazioni, saloni, mostre. Si collegano in modo diretto poi con il mondo dell’alta formazione, e concorrono a rendere attrattiva la città anche per le imprese e per il business.
Ora, per fare turismo congressuale serve a Torino un Centro congressuale moderno e spazioso che permetta i Congressi internazionali. Il progetto nell’area ex-Westinghouse rendeva ciò’ possibile. E sarebbe stato operativo in più’ o meno in 3 anni. L’arresto del Progetto rischia di rappresentare per Torino (considerando che ad oggi non v’è alternativa all’orizzonte) un ritardo di … 10 anni?
Io sono certo che la sindaca e la sua giunta rapidamente valuteranno cosa ciò significherebbe in termini negativi per lo sviluppo della Città, l’economia, l’occupazione e il progetto ripartirà senza intoppi e con urgenza, ottenendo il massimo supporto politico.
Viceversa si tratterebbe di una gravissima battuta d’arresto per tutta la nostra Comunità. Che bisognerebbe combattere con il più ampio coinvolgimento della Città e con tutti gli strumenti democratici possibili. Una battaglia che sono convinto potrà combattere il mio Partito Democratico insieme a tutte le forze politiche che condividano la nostra visione.
Perché si tratta veramente e fuori di ogni retorica di un tassello fondamentale per la Torino del domani.