di Giulia Zanotti

Dopo un mese e mezzo di lavoro arrivano i primi dati sulle palazzine occupate dell‘ex Moi e sul progetto di riqualificazione dell’area. Nella conferenza dei Capigruppo, infatti, è stato audito il Project Manager Antonio Maspoli, che si occupa della situazione dell’ex villaggio olimpico del Lingotto su incarico della Compagnia di San Paolo, principale partner del Comune in questo progetto.
Maspoli ha fatto sapere che ad oggi è stata realizzata una mappatura volontaria degli occupanti che è arrivata a contare circa 110 persone, tra cui 40, comprese cinque donne, che vivono nei garage sotterranei. A questo seguirà una censimento effettivo che inizierà nelle prossime settimane e che dovrebbe portare a calcolare il numero definitivo di quanti vivono nelle palazzine, stimato intorno alle 1400 persone, tra cui donne incinte e bambini piccoli.
«La situazione, come previsto, è complessa soprattutto perché ci siamo trovati di fronte alla totale assenza di un censimento della popolazione che occupa i locali. La prima mappatura consente già di iniziare un percorso di formazione lavorativa e linguistica (la maggior parte degli occupanti non parla italiano), e sono stati individuati alcune linee di inserimento, grazie alla disponibilità e la collaborazione da parte di alcune aziende produttive di altre Regioni» ha spiegato Maspoli.
Infatti, sarebbe già pronta la prima parte del progetto che riguarda il ricollocamento di 150 persone per il quale è stimata una spesa di 400 mila euro (circa 2600 euro per ciascuno) per una ristrutturazione di alcuni locali da assegnare loro entro un paio di mesi. Mentre Compagnia di San Paolo ha stanziato un primo contributo di un milione e 700 mila a cui si aggiungono circa 500 mila euro del Comune di Torino. L’assegnamento degli alloggi dipenderà dal trovare anche una soluzione lavorativa. Per 45 degli occupanti sarebbe già stataindividuata una collocazione nei cantieri navali di Liguria, Veneto e Friuli. inoltre, al fine di facilitare l’individuazione di interlocutori tra chiarita nelle palazzine si sta pensando di creare piccoli gruppi di interesse, in modo da collocare gli occupanti secondo le attitudini personali.
«Stiamo lavorando sodo in concerto con Regione, Città Metropolitana, San Paolo e Diocesi per la risoluzione di un problema trascurato per troppo tempo dalle precedenti amministrazioni» ha precisato il capogruppo del Movimento Cinque Stelle Alberto Unia.
Non è dello stesso avviso Fabrizio Ricca della Lega Nord: «Se questo è il loro modus operandi il problema non si risolverà di certo, alla fine saranno costretti a censirli con la forza. Persone che sono abituati a stare lì non se ne andranno se non offrendo loro casa e lavoro, ma casa e lavoro sarebbe meglio darle agli italiani che ne hanno bisogno».