Le sorti del processo Eternit bis si giocheranno in punta di codice. Pare essere questa la strategia difensiva dei legali dell’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, imputato a Torino per omicidio volontario aggravato nel processo che ha preso il via martedì scorso.
A pochi giorni dalla prima udienza preliminare, infatti, la difesa gioca la carta del trasferimento del processo per incompetenza territoriale dei giudici torinesi. Secondo gli avvocati,infatti, bisogna fare riferimento al primo dei 258 decessi contestati dalla Procura agli ex vertici aziendali: quello di Giovanni Pagliaro, ex operaio Eternit dello stabilimento di Cavagnolo morto nel 1984. Per questo motivo, secondo l’avvocato Astolfo Di Amato, che durante l’udienza di oggi ha presentato la richiesta al gup Federica Bompieri, il processo dovrebbe celebrarsi ad Ivrea.
La difesa ha inoltre sollevato dubbi di legittimità costituzionale sulla partecipazione al processo in qualità di parti civili di alcuni enti e delle sezioni locali dei sindacati. Diverso il caso dell’Inail: secondo gli avvocati degli imputati, l’Istituto nazionale contro gli infortuni sul lavoro non avrebbe più diritto di rivalsa, salvo che in un’ unica circostanza, a causa della prescrizione.