Con Enzo Lavolta, consigliere comunale del Partito Democratico a Torino e vicepresidente in Sala Rossa, abbiamo parlato di primarie e la sua preferenza tra i candidati alla segreteria nazionale del Pd. Non solo. Si avvicina l’appuntamento per le consultazioni regionali in Piemonte, previste per maggio, e abbiamo chiesto a Lavolta se ha intenzione di presentarsi per un posto a Palazzo Lascaris.

Domenica 3 marzo si voterà per le primarie per il nuovo segretario del Partito Democratico. Come mai è importante votare?

Il Pd, se cambia, è l’unica forza intorno alla quale si può ricostruire un’alternativa all’attuale degrado. Se saremo in tanti ai gazebo non solo sceglieremo il segretario del Pd, ma daremo un segnale di riscossa democratica, perché la partecipazione è un valore non comprimibile in un sito internet.

Una riscossa necessaria visto l’andamento delle ultime elezioni sia politiche che amministrative. Cosa ne pensa?

Noi abbiamo subito la più grave sconfitta elettorale dal dopoguerra e quindi serve capire le ragioni e voltare pagina. Serve un nuovo progetto. Serve un PD utile. Piazza Grande è il nuovo progetto da cui partire. Immaginiamo un percorso politico nuovo, diverso da quanto avvenuto in passato, in risposta ad un contesto culturale e sociale profondamente mutato.

Il nuovo Pd dovrà essere percepito dalle persone come la forza che lotta contro le disuguaglianze, così aumentate in questi anni, che si prende cura della vita delle persone e determina una svolta verde in tutti i campi dello sviluppo. Tante persone hanno votato il movimento perché deluse dal Pd e dalla sinistra tutta. Abbiamo il dovere di riconquistare chi ci ha abbandonato, senza presunzione e con maggiore umiltà, soprattutto a fronte dello sfarinamento del movimento di Grillo.

In molti volevano e vogliono il PD morto e sepolto, ed in parte ci sono quasi riusciti anche grazie a nostri errori, poi grazie ad uno scatto di orgoglio e dall’aver capito cosa (o chi) ci fa bene e cosa (o chi) del male, abbiamo ricominciato a risalire la china.

E questa risalita come si configura?

L’entusiasmo di tanti cittadini nello spendersi per porre rimedio alla superficialità e alla mancanza di visione di chi ci governa, e sta disperdendo il lavoro di generazioni per costruire il benessere della nostra comunità, è la riprova che la nostra comunità ha ancora voglia di reagire e lottare.

Bisogna fare opposizione, ma anche mettere in campo le soluzioni per sollevare l’Italia. I dati economici che il governo nasconde sono drammatici. Il lavoro non c’è o è sottopagato. C’è un assoluto bisogno di far ripartire gli investimenti, le opere pubbliche.

In mezzo a tutto questo perché ha deciso di sostenere la mozione Zingaretti?

Ho deciso di sostenere Nicola Zingaretti perché è un leader nazionale forte, ma non autoritario, inclusivo e non esclusivo e il suo, a differenza degli altri, é un progetto credibile e per questo vincente, come ha dimostrato nel Lazio.

Domenica prossima dobbiamo assolutamente scrivere i punti fondamentali del nuovo PD, con una partecipazione forte e consapevole, eleggendo il Segretario nazionale nella persona di Nicola Zingaretti, perché l’unità è condizione imprescindibile per una alleanza forte, aperta e solida, perché c’è necessità di rivedere gli errori del recente passato volendo porvi rimedio, accettando le sfide del futuro.

Dalle primarie alle elezioni regionali del prossimo maggio: conta di candidarsi?

Sono abituato a lavorare con impegno e serietà. A molti ciò che le sto per dire è incomprensibile, per me lineare: ho la fortuna di rappresentare il mio partito nelle istituzioni e da quando lo faccio, mi sono sempre impegnato a portare fino in fondo il mio impegno. Nel 2016 ho chiesto ai miei elettori di rappresentarli in Comune a Torino, oggi sono consigliere comunale e faccio opposizione al degrado e all’incompetenza grillina. Mi creda, un lavoro impegnativo che ha bisogno di attenzione, studio e fatica. Non tradirò la fiducia di chi mi ha votato nel 2016.

Voglio che Appendino e la sua Giunta, si fermino, smettano di danneggiare la mia Torino, voglio che Torino torni ad essere un punto di riferimento per chi vuole creare opportunità, voglio che la competenza torni a guidare la città in cui vivo e cresco mia figlia. Nei prossimi due anni voglio costruire il nuovo futuro di Torino. Voglio che Torino non abbia paura, sia curiosa; Torino merita di essere città Aperta, Inclusiva, Innovativa ed Europea.