Se c’è uno spettacolo televisivo che batte i record di ascolti anche dei più importanti eventi sportivi mondiali si tratta dei telefilm gialli. Sfortunatamente però molte di queste serie tv non descrivono così accuratamente la realtà di crimini e giustizia, e alcune volte addirittura ne fanno una presentazione del tutto fuorviante.

Certo, non si tratta di documentari e il loro obiettivo non è tanto quello di informare, ma piuttosto quello di intrattenere il pubblico.

Eppure, un ampio numero di studi suggerisce che la finzione messa in scena da questi telefilm possa avere un notevole impatto su chi li guarda, creando nello spettatore una maggiore paura della criminalità del molto reale e portandolo ad avere posizioni più severe in merito al funzionamento del sistema di giustizia e alle pene da applicare.

Non è una sorpresa che ci sia ben poco di reale nel modo idealizzato di descrivere la giustizia in queste serie tv, e forse è bene tenerlo a mente la prossima volte che si sceglie di guardare una puntata di Gomorra, Suburra o Romanzo invece di qualche partita su cui fare sports betting!

Il crimine violento non è così comune

Nelle serie tv ogni giorno i poliziotti hanno a che fare con crimini e misteri. E sono almeno tre gli omicidi che accadono in una settimana. Ma nella realtà non è così: e soprattutto nelle zone residenziali gli omicidi accadono molto di rado specialmente negli ultimi anni. A partire dagli anni Novanta infatti le statistiche dimostrano una continua diminuzione dei crimini, che in alcune parti degli Stati Uniti negli ultimi 20 anni si sono dimezzati in numero.

Magari venissero risolti così tanti casi!

I fan dei gialli hanno sempre un lieto fine e al termine dei 40 minuti o dell’ora di durata dello show sanno sempre chi è il colpevole e che giustizia è fatta. Ma nella realtà solo il 60 per cento dei crimini viene risolto, o i sospetti vengono arrestati, vengono formulati loro dei capi di accusa e infine mandati a processo.

Law and Order: Special Victims Unit ad esempio si prende molte licenze artistiche a tale proposito, dal momento che nel mondo reale la maggior parte delle violenze sessuali non viene nemmeno denunciata, e di quelle denunciate molte non vanno a processo. Purtroppo, i dati mostrano come solo tre stupratori su 100 pagano davvero per il reato commesso.

Le differenze etniche tra criminali e poliziotti

Un’altra questione che si può sollevare sulle serie tv gialle riguardano gli stereotipi legati al colore della pelle o alle origini del personaggio. Uno studio del 2004 su Law & order e NYPD ha illustrato come il doppio delle volte le persone di colore avevano il ruolo di criminali piuttosto che di vittime. Insomma, la dimostrazione che le serie tv si affidano allo stereotipo del giovane uomo di colore come criminale.

Una ricerca pubblicata da Nancy Jurik e Gray Cavender ha dimostrato che sia i telefilm gialli che gli show televisivi che raccontano di crimini e giustizia hanno la tendenza a presentare i comportamenti illegali dal punto di vista della popolazione bianca e delle sue paure nei confronti delle minoranze, arrivando a influenzare il modo in cui si guarda alle persone di colore. Una percezione che ha dunque a che fare con la rappresentazione televisiva degli uomini di colore o sudamericani, piuttosto che al numero di reati da loro commessi nella vita reale.