“La 6a edizione del Salone dell’Auto all’aperto Parco Valentino si svolgerà in Lombardia dal 17 al 21 giugno 2020. Incomincia così il comunicato stampa che ufficializza il trasferimento del Salone da Torino.

Il presidente Andrea Levy spiega: “Seguendo la nostra vocazione innovativa, abbiamo scelto per il 2020 di organizzare la 6a edizione in Lombardia in collaborazione con ACI. Sarà un grande evento internazionale, all’aperto e con una spettacolare inaugurazione dinamica a Milano nella giornata di mercoledì 10 giugno 2020. Ringraziamo la Città di Torino per aver collaborato in questi 5 anni alla creazione di un evento di grande successo, capace di accendere sulla città i riflettori internazionali”.

Non si fanno attendere le reazioni politiche. Per Marco Chessa consigliere dei Cinque Stelle “Il trasferimento del Salone dell’Auto in Lombardia è una brutta notizia per Torino e i torinesi, le attività produttive, ricettive e commerciali. Personalmente ho sempre appoggiato questa manifestazione in quanto ha creato un notevole effetto benefico sulla Città: un effetto che, purtroppo, non tutti hanno avuto la capacità e la lungimiranza di apprezzare”.

“Il Salone dell’Auto trasloca a Milano: grillini campioni mondiali di tafazzismo – evidenzia Stefano Lo Russo, capogruppo del Partito Democratico – E così ci siamo persi anche il Salone dell’Auto. Ringraziamo di cuore il M5S, la Sindaca #Appendino e i suoi ineffabili e imbarazzanti assessori Sacco e Montanari. Una furia distruttiva per Torino così non era neanche immaginabile. Olimpiadi prima, Salone dell’Auto adesso. Torino saccheggiata e distrutta da amministratori inadeguati e inconcludenti. Porteremo la discussione in Consiglio Comunale, ma davvero così è come svuotare il mare con un cucchiaio”.

“Piove sul bagnato – commenta la consigliera comunale del Partito Democratico Maria Grazia Grippo – e ne sarà contento l’assessore e vicesindaco Guido Montanari, che si augurava la grandine sul Salone dell’Auto. Continuiamo a perdere pezzi, ma questo è il risultato dello stile di governo Cinque Stelle”.

“Siamo estremamente rammaricati – dice la consigliera Pd Chiara Foglietta – di aver perso l’ennesimo grande evento. Non si è lavorato affinché questo evento, come chiedeva la maggioranza consiliare di Chiara Appendino, trovasse un’altra location. Magari si poteva provare a fare un evento diffuso per la città”

“La vera grandine sulla città è la giunta Appendino del Movimento 5 stelle: abbiamo perso anche il Salone dell’auto – sostiene Claudio Lubatti, già assessore ai trasporti – Ennesimo risultato negativo della giunta: anche il Salone dell’Auto, per il quale mi onoro di aver presentato la prima delibera in Giunta Comunale nel 2015 lascia la città per raggiungere la Lombardia.

Continua Lubatti: “Il vicesindaco Montanari, mentre la Sindaca prega gli organizzatori di rimanere dopo essersi quasi vergognata dell’evento, dichiara che avrebbe preferito una grandinata sul Parco durante l’esposizione. Forse pensa pure di essere simpatico, ma la vera grandine per la città sono loro. Se non fosse tutto vero ci sarebbe da credere in uno scherzo. Invece è tutto vero: abbiamo perso anche tutti le ricadute positive economiche sulla città derivanti dall’evento e lo dimostreremo con un dossier specifico”.

“Disastri dopo disastri – è lapidario il segretario metropolitano Pd Mimmo Carretta – Torino sta perdendo tutto e dobbiamo dire grazie solo al Movimento Cinque Stelle”.

Secondo il senatore del Pd Mauro Laus: «Un‘amministrazione seria non vive alla giornata, al contrario, pianifica e programma avendo una visione ben chiara per gli anni in cui amministrerà. Il vero problema non è perché il Salone dell’Auto abbia deciso di andare via, ma perché non si sia lavorato, già negli anni scorsi, al fianco degli organizzatori e degli operatori, per capire come gemellare e fondere con la città una manifestazione che è lo specchio della storia torinese, accaparrandosi con un piano pluriennale anche le edizioni per gli anni a seguire».

«La sindaca e la sua giunta, ancora una volta, hanno dimostrato come l’improvvisazione di una classe politica crei incertezza in chi fa impresa che ha invece bisogno di sostegno e rassicurazioni sulla pianificazione delle attività. La colpa più grande della #Giunta5stelle è proprio questa, a mio avviso, non riuscire a trasmettere tranquillità e fiducia in chi bussa alla sua porta, una porta a cui presto smetteranno tutti di suonare», conclude Laus.