Il Salone del Libro, per l’edizione 2020, ha scelto di invitare”ufficialmente” Altaforte, la casa editrice (il cui editore è militante di CasaPound) finita al centro delle polemiche durante la scorsa edizione della kermesse torinese con il libro di Chiara Giannini “Io sono Matteo Salvini”.

“Caro editore ti abbiamo riservato uno spazio speciale al salone internazionale SalTo Nuovi Editori. Ogni editore per noi è importante con il suo lavoro arricchisce varietà titoli garantendobibliodiversità, aiuta a preservare la pluralità e diffusione delle idee” è il testo della mail, pubblicata e diffusa da “il Primato nazionale”, la versione online della rivista cartacea edita dallo stesso editore di Altaforte, Francesco Polacchi.

“Possibile che gli organizzatori del Salone del Libro di Torino siano stati folgorati sulla via del pluralismo e della libertà di espressione?”, si chiede il sito d’informazione, spiegando che Altaforte “ha deciso di accettare l’invito e di confermare la partecipazione per il prossimo maggio, precisando però che l’azione legale per il danno subito l’anno scorso resta in piedi”.

Si solleveranno polemiche anche quest’anno?

“Parteciperemo nonostante le polemiche politiche che quasi sicuramente si solleveranno, riteniamo che avere uno spazio sia un nostro diritto. Ma ci tengo a precisare che la causa di risarcimento per il danno di immagine subito l’anno scorso andrà avanti”, risponde Francesco Polacchi, l’editore che, ricordiamo, si presentò di fronte al Salone del libro e ha una causa legale contro il salone per la sua esclusione, dopo che aveva già montato lo stand.

Impegno contro la censura

“Affronteremo le polemiche con l’ironia che ci contraddistingue”, spiega Polacchi, ribadendo “l’impegno contro la censura”. Ricordando le polemiche e le censure dell’anno scorso, la politicizzazione del salone e le prese di posizione di Appendino e Chiamparino (allora governatore della Regione Piemonte), sicuramente si prospetta una edizione frizzante.

Il cambio in Regione

Avrà peso nella questione anche il cambio della giunta regionale. Se l’anno scorso Chiamparino aveva sottoscritto l’esclusione, ora la giunta è in mano al centrodestra, a trazione leghista. Altaforte fu contestata proprio per un libro-intervista su Salvini… quest’anno i leghisti in regione come si comporteranno?