Ispirata dal progetto Humans of New York, del fotografo Brandon Stanton, Barbara Oggero ha ripreso questo format per raccontare le storie delle donne di Torino.

Il progetto nasce nel febbraio del 2017 con una call pubblicata sul profilo personale di Barbara, alla quale hanno risposto numerose donne tanto che nelle prime ventiquattro ore ha ricevuto centoventicinque adesioni, programmandole l’agenda fino a giungo, man mano le richieste aumentavano da rendere il progetto ancora aperto. Infatti, oggi, c’è una pagina Facebook con duecentosessanta volti e duecentosessanta storie ed è ancora in divenire.

«Ho voluto mettere al centro del mio progetto le donne, descrivendole attraverso una fotografia, per collegare quei fili rossi della vita di ognuna che in fondo ci legano e ci accomunano – afferma Barbara – mi sono sempre chiesta perché noi donne facciamo fatica a essere solidali tra noi, soprattutto in ambienti lavorativi, trovo che sia abbastanza assurdo, e forse anche per questo motivo, che ho focalizzato la mia attenzione sulle donne».

Barbara raccoglie le storie di queste donne, che sono libere di parlare di qualsiasi tema o vicenda che ha avuto un segno nella loro vita (l’unico vincolo posto è di non raccontare del proprio lavoro) accompagnandole ad uno scatto dei loro volti.

«La fotografia riesce a catturare quel dettaglio del volto che ad occhio nudo smarrisce, soprattutto lo sguardo. Gli occhi raccontano molto – conclude Barbara – sono contenta che questo progetto abbia creato una rete tra le visitatrici alla pagina e le partecipanti stesse, perché nei confronti di una storia è scattata una serie di azioni di solidarietà per aiutare una mamma affetta da una malattia degenerativa. Ecco, questa è una sbalorditiva manifestazione di solidarietà in cui Donne di Torino si è palesata come ponte».

“Donne di Torino” risulta essere il primo per la sua natura nella città sabauda. E ora non resta che aspettare una mostra per ammirare i volti delle donne della nostra città.