L’aula del consiglio regionale del Piemonte ha ospitato oggi, giornata internazionale dei diritti umani, “Diamo voce ai diritti”. Un’iniziativa organizzata dal comitato diritti umani del Consiglio regionale per il 70° dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Una manifestazione che ha visto gli studenti delle scuole elementari, superiori e dell’università alternarsi insieme a rappresentanti delle Istituzioni e volti noti del mondo della cultura, del giornalismo e dell’associazionismo, nella lettura degli articoli della Dichiarazione Universale del 1948, dando il loro contributo sul significato e il valore dei Diritti presenti nella Carta.

«Il 10 dicembre del 1948 le nazioni, stremate dal massacro bellico e dal pozzo più nero della Storia rappresentato dalla Shoah, si riunirono a Parigi per approvare la Dichiarazione Universale dei diritti umani – ha commentato il presidente del Consiglio e del Comitato diritti umani, Nino Boeti dopo aver letto l’articolo uno della Dichiarazione – Con i suoi 30 articoli la Dichiarazione traccia il perimetro della civiltà, sancendo i valori e i principi fondamentali ed irrinunciabili. Una moderna e laica “tavola della legge” nata dal sangue e dall’orrore dei due conflitti mondiali e che avrebbe dovuto evitare all’umanità di ripetere i tragici errori del XX secolo. Così non è stato. In Rwanda come in Medio Oriente o nei Balcani, i Diritti Universali sono stati violati, calpestati, negati. E vengono negati ogni qual volta un bambino muore di fame o annega su un barcone cercando di fuggire dalla guerra e dalla miseria. Per questo a 70 anni di distanza dobbiamo continuare a proclamarli ad Alta Voce. E il Reading che abbiamo organizzato in Consiglio regionale vuole essere uno stimolo per le giovani generazioni affinché si ricordino che i Diritti Universali non sono mai scontati né acquisiti una volta per sempre ma devono essere affermati e difesi ogni giorno».

«I diritti alla vita, alla libertà e alla sicurezza, sanciti dall’articolo 3, sono goduti pienamente da una minoranza del mondo – ha commentato il presidente della Regione Sergio ChiamparinoSono diritti pensati insieme, se distinti possono portare a risultati esattamente opposti, penso alla sicurezza che nega la libertà. Si possono sintetizzare in una parola: dignità umana. Sui migranti la prima cosa che mi colpisce è il linguaggio. Se ne parla spesso come di pacchi da spostare in un paese o nell’altro, non come di persone che hanno una loro dignità».

Hanno dato voce agli articoli della Dichiarazione Universale dei diritti umani: Luigi Manconi; Bruno Segre; Alessandro Battaglia, Bruno Mellano; Fabio Versaci; Tiziana Nasi; Augusto Fierro; Susanna Riva; Farhad Bitani; Enrica Baricco; Abderrahmane Amajou; Fredo Olivero; Armando Spataro; Gabriele Piovano; Giampiero Leo; Stefano Tallia; Maria Teresa Martinengo; Angela Motta; Bunna; Gabriele Molinari; Anna Rossomando; Diego Montegmagno; Paolo Severini; Rita Turino; Angela Vitale; Eugenio Finardi; Ludovico Carpanetto; Maria Costanza Trapanelli; David Sorani.

Le scuole che hanno preso parte al Reading: Istituti riuniti “Salotto e Fiorito” di Rivoli; Scuola salesiana “Valsalice” di Torino; Scuola salesiana “Valsalice” di Torino; Scuola elementare “Alighieri-Kennedy” di Torino; Scuole elementare “De Filippo” di Torino; Scuola elementare “Don Milani” di Nichelino; Istituto superiore “Arimondi-Eula” di Savigliano, associazione Elsa (The European Law Students’ Association).

Don Fredo Olivero ha ricordato che: «quando la vita “disturba” siamo al capolinea, restiamo umani, è il momento di fare il punto perché il nostro Paese si sta disumanizzando».

Il segretario dell’Associazione Stampa Subalpina, Stefano Tallia, ha sottolineato che «parlando di muri non bisogna dare nulla per scontato». Tallia ha invitato i ragazzi a diffidare delle guerre di religione, perché «la religione non è mai portatrice di guerra, ma si usa questa parola come maschera per nascondere le vere cause dei conflitti». «È compito del buon giornalismo smascherarle», ha concluso Tallia.

«Sicurezza non è un’arma, ma è protezione. È fatta di legami che costruiamo fra cittadini, con lo Stato. Le nostre comunità sono fatte di legami. Sicurezza sociale deve sempre sostenere lavoro e sviluppo economico», ha spiegato il vicepresidente del Senato Anna Rossomando.

Il procuratore capo di Torino Armando Spataro ha evidenziamo come per alcuni «il problema di oggi sembra diventato non fare arrivare immigrati bisognosi e se ciò è già avvenuto sbarazzarsene il più velocemente possibile». Per Spataro «ciò è inaccettabile».

Poi il procuratore si è rivolto ai colleghi: «Invito i magistrati a considerare con apertura le richieste dei migranti, nonostante nel Ddl sicurezza scompaia del tutto il termine “umanitario”. Qui alla Procura di Torino abbiamo dato un piccolo segnale stipulando convenzione con una cooperativa sociale e ottenendo che lavorino, su base volontaria, un numero migranti in attesa di asilo».

«Quelle che viviamo oggi sono cose a cui abbiamo già assistito. Tutti ricordiamo dal 2009 la spinta pacchetti sicurezza. Dovremmo forse pensare alla storia immigrati italiani all’estero, circa 26 milioni verso Stati Uniti», ha concluso Armando Spataro.