Probabilmente la consigliera comunale (ancora) del Movimento Cinque Stelle Daniela Albano si aspettava ben altra reazione quando ieri ha preso la decisione di scrivere un post contro il leader del suo, per ora, movimento.

Se Di Maio vuol costruirsi il suo partito lasci il M5s”. Daniela Albano non ha ancora deciso cosa farà da grande: ribelle e dissidente, in Sala Rossa ultimamente non si è più vista. A differenza della collega Maura Paoli, la quale ha già avuto un faccia a faccia con la capogruppo Valentina Sganga in cui esprimeva tutte le sue perplessità e in cui faceva intendere che doveva decidere se restare o lasciare il gruppo consiliare pentastellato, Albano non ha ancora capito se resta o va via.

I suoi sfoghi, oltre che racchiuderli in una chat di Whatsapp in cui sono presenti i delusi grillini, delle specie di stelle cadenti, Albano delega a Facebook la sua delusione. Ma stavolta ci va con la mano pesante, forse convinta che la sconfitta in Sardegna sia sinonimo di una base grillina stanca del vicepremier Luigi Di Maio. Neanche senza troppo leggere fra le righe nel suo post identifica come “nemico del movimento” proprio il ministro del Lavoro. Si aspettava applausi la Albano, di essere innalzata sugli scudi ad eroina del vero grillismo. E invece nei quasi 200 commenti che riceve viene schiaffeggiata, metaforicamente parlando, invitata ad andarsene via. Alcuni la accusano di essere più squatter, più un’anarchica, che una M5s. Si contano sulle dita delle mano i commenti che invece sostengono la sua tesi.

“Se non vuoi Di Maio fatti un nuovo partito”, “Tu stai con i centri sociali, non sei mai stata del Movimento, di le cose come stanno”, “Daniela forse è meglio che te ne vai tu dal M5s, non è roba per squatter. #nessunotocchidimaio”, “Vai fuori dalle balle cara”, “Brutta l’invidia eh, consigliera”, “Se Daniela Albano vuole andare via dal M5s che vada pure, il portone è aperto, fuori”, “La mia famiglia è una”, “Signora sa che ha sbagliato tiro, Di Maio è tutti noi”, “Io ti inviterei ad andartene”, “Il M5s non ha bisogno di gente come te”, “È ora di fare pulizia…meno una e tanti saluti”, “Se sparisci tu è molto meglio per il movimento. È facile farlo, basta fare il salto della quaglia perchè di sicuro non ti dimetti”, “Sei malata”, “Ti banno, non ti voglio tra le mie amicizie”, “ÈDaniela Albano la padrona del partito, che presunzione”, “E chi sei Piero Fassino in versione femminile?”, etc, etc…

Insomma se doveva essere un sondaggio quello di Albano è stato un boomerang. La domanda che sorge spontanea è sempre la stessa e gliela ripetono varie volte la base grillina. Ma se non si trova bene in questo partito, se non le garba più Luigi Di Maio, perchè non lasciare Movimento, gruppo consiliare Cinque Stelle e, coerentemente, invece di passare a quello misto e andare all’opposizione della giunta Appendino, dimettersi da consigliera comunale?

A volte gli schiaffi presi, anche quando sono metaforici, possono servire a far ragionare.