Venti di secessione spirano sempre più forti su tutta l’Europa e purtroppo né l’Italia né il Piemonte possono ad oggi dirsi esclusi da questi fenomeni. Qui, le spinte separatiste sono partite dalla provincia del Verbano Cusio Ossola, dove il “Comitato per il VCO alla Lombardia” ha raccolto a gennaio 5000 firme necessarie per chiedere alla Provincia un referendum consultivo riguardante l’abbandono del Piemonte per l’annessione alla Lombardia.

Dietro questa operazione, di evidente stampo politico, è palese l’impronta del centro destra locale, rappresentato innanzitutto da Valter Zanetta, consigliere provinciale di Forza Italia, e presidente del comitato stesso. Fra i sostenitori vi è inoltre Enrico Montani, candidato capolista per la Lega nel Collegio proporzionale del Senato 2 in Piemonte, che proprio all’evento di presentazione della sua campagna, a Domodossola, ha ospitato anche Valter Zanetta e ha fatto esplicito riferimento al referendum: «Non escludo una collaborazione se la Lombardia potrà offrirci qualcosa di meglio del Piemonte può essere un’opportunità».

La faccenda si fa quindi seria, anche perché i precedenti di Veneto e Lombardia hanno certamente portato il tema all’onore delle cronache nazionali, aiutando a risvegliare molti venti di autonomia che parevano sopiti.

Non si è fatta attendere la risposta politica di chi, diversamente dalle forze di centro destra, vede nell’unità del Piemonte un elemento non negoziabile. Il consigliere regionale PD Daniele Valle ha infatti depositato un ordine del giorno che verrà discusso nel prossimo Consiglio Regionale e chiederà, senza indugi, alla Regione Piemonte di schierarsi a favore dell’unità.

L’ordine del giorno evidenzia l’irresponsabilità della proposta di un referendum che, secondo lo Statuto della Provincia, non sarebbe aggregabile ad altre consultazioni elettorali e pertanto comporterebbe una spesa importante per l’ente provinciale che, si ricorda, è in pre dissesto dal 2014 (tanto da richiedere interventi di copertura finanziaria sia da parte della Regione sia da parte del Governo). La questione è ovviamente anche politica, dal momento che le ragioni proposte dai “separatisti” sono di natura essenzialmente culturale (somiglianza dei dialetti) e logistica (vicinanza a Milano).

Nell’ordine del giorno dei Dem invece si ricordano da un lato l’appartenenza storica di questo territorio al Piemonte che affonda le radici in epoche antichissime ed è stata formalizzata già nel 1700, e dall’altro l’impegno costante della Regione nella promozione e valorizzazione delle identità culturali, delle specificità linguistiche e delle tradizioni storico-locali (come da Statuto regionale) riconoscendo proprio al Verbano Cusio Ossola condizioni speciali di autonomia nella gestione delle funzioni e delle risorse (in quanto provincia con prevalenti caratteristiche montane).

La partita è quindi tutta da giocare, si spera però, nell’interesse dei cittadini e non dei partiti.