di Giulia Zanotti

Si legge la soddisfazione negli occhi di Erri De Luca dopo la sentenza che ha stabilito la sua assoluzione dell’accusa di istigazione al sabotaggio della Tav per alcune frasi rilasciate nel corso di un’intervista.
«Mi sono trovato in una lunga sala d’attesa, adesso è finita. Questo tribunale era un avamposto affacciato sul presente prossimo del nostro Paese. L’assoluzione mi ribadisce il vigore dell’articolo 21 della Costituzione, che garantisce la più ampia libertà di espressione ai cittadini» ha affermato lo scrittore ringraziando anche per la solidarietà ricevuta da molti.
«Ora mi sento tornato un cittadino qualunque. Ma la Valle di Susa resta una questione che mi riguarda. Di questo processo mi rimane la grande solidarietà delle persone che mi hanno sostenuto, in Italia e in Francia».
De Luca non esita a definire “politico” il processo che lo ha coinvolto: «Di politico c’era la volontà di repressione della parola. Improvvisamente mi è sembrato che la parola acquisisse di nuovo importanza. E questo, alla fine, può anche essere un elemento positivo. Quello che oggi saboterei è la passività degli italiani: ci siamo abituati che la corruzione è un dato di fatto, che i giornali disinformano. Servono atti di resistenza, come quello che può fare uno scrittore a sostegno di popolazioni minacciate».
Ma alla domanda secondo lui come andrà a finire la vicenda della Tav in Valsusa la risposta è sicura: «La Torino-Lione non si farà perché non ci saranno mai i quattrini per farla. Sapete che la Torino-Lone si ferma 30 chilometri prima di Lione e per poter arrivare in centro bisognerà prendere altri mezzi? E’ scritto nelle carte dell’opera. Quindi i tre quarti d’ora che si risparmiano per arrivare, si perdono poi alle porte di Lione»
Soddisfazione anche da parte del Movimento No Tav presente numeroso in aula e che al momento della lettura della sentenza l’ha accolta con applausi. «Non mi aspettavo questa assoluzione, a Torino c’è un accanimento giudiziario incredibile» ha commentato il leader No Tav Alberto Perino. «Ora sono convinto che i Pm e Ltf faranno ricorso in appello. E’ stata una sentenza molto sottile, ad personam, perchè ha detto che il fatto non sussiste omettendo che non costituisce reato».