Daniele Valle è pronto a correre nelle prossime elezioni regionali. Pronto a raccogliere il testimone del presidente uscente Sergio Chiamparino, che ha deciso di non candidarsi più. Il consigliere regionale del Partito Democratico esce così allo scopero con una lettera aperta a Chiamparino, dove si parla di unità, ma anche di disponibilità. In fondo il nome di Valle da mesi circolava e ora, come scrive, “toccasse a me, lo farei con tutto l’entusiasmo e l’impegno di cui dispongo”.

“Caro Sergio Chiamparino,

ho letto con ritardo le tue dichiarazioni di ieri, impegnato col gruppo vacanze Piemonte nella salita al Rosa, ma ci tengo comunque a dirti la mia: ti ringrazio per la lungimiranza e per la generosità.

Tra le tante cose che ci distinguono dalle forze politiche che oggi governano il Paese e la Città, c’è la convinzione che le questioni complesse necessitino di soluzioni complesse, non di slogan o post, e che le grandi trasformazioni a cui ci sfida la modernità richiedano tempi lunghi e continuità delle scelte politiche. Per questo abbiamo bisogno di dimostrare, anche plasticamente, che ci candidiamo a governare il Piemonte per i prossimi 20 anni, non per i prossimi cinque. Esigenza più che mai decisiva ora che la stessa sopravvivenza del nostro partito appare legata a un filo: la qualità degli amministratori che offriamo al Piemonte deve essere più forte delle prospettive di un simbolo di partito.

Non possiamo trasmettere la sensazione di una comunità politica in affanno, incapace di rinnovarsi e che affida le sue speranze di vittoria alla popolarità di uno dei suoi uomini simbolo più che alla sua capacità di elaborare una proposta politica apprezzabile. Quasi che l’obiettivo sia scavallare in qualsiasi modo uno dei momenti più difficili della storia della sinistra riformista di questo Paese e non offrire un progetto convincente di futuro alla comunità piemontese.

D’altronde la tua disponibilità ad essere impegnato al massimo nella partita è una risorsa fondamentale per essere competitivi: la tua popolarità e la tua credibilità saranno la carta in più per convincere che la nostra proposta di rinnovamento non è un salto nel buio, ma la declinazione al futuro delle politiche di trasformazione e benessere che abbiamo portato avanti negli anni.

Pensare oggi di esser competitivi come centrosinistra può sembrare un’illusione. Eppure l’esperienza di governo sta facendo emergere, tanto nel centrodestra quanto nel Movimento 5 stelle, contraddizioni a cui noi, attraverso candidature della società civile, spazi politici e contenuti possiamo offrire una risposta. Contraddizioni che esploderanno nel confronto con la nostra esperienza di governo seria in Piemonte e che ha il suo punto di partenza nell’alleanza con cui abbiamo governato in questi anni.

Noi oggi abbiamo bisogno del contributo di tutti per immaginare il Piemonte di domani. Poi penseremo a chi potrà prestare il volto a questo grande lavoro di squadra.

Non posso negare però che, quando tra i tanti è uscito il mio nome, mi sono sentito onorato e che se toccasse a me, lo farei con tutto l’entusiasmo e l’impegno di cui dispongo.

In ogni caso, la strada è ancora lunga ed è meglio percorrerla insieme”.