Movimento Cinque Stelle contro tutti. Altro che Maciste! Domani, 29 ottobre, in Sala Rossa, arriva l’ordine del giorno sul Tav e molto probabilmente (anzi sicuramente) la maggioranza pentastellata riuscirà a far passare il documento che impegna sindaca Appendino e giunta a chiedere al governo di Roma di fermare il progetto della Torino-Lione. E sei il movimento valsusino è già pronto a mettere sugli scudi i consiglieri grillini portandoli in trionfo, industriali, artigiani e associazioni di categoria si presenteranno all’appuntamento di domani pomeriggio a Palazzo di Città per rimarcare il fatto che la linea ad alta velocità è fondamentale per il futuro della città.

Cosa ne pensino i torinesi resta un mistero: “Torino è No Tav” a prescindere. Probabilmente sarebbero anche loro contrari alla grande opera. O magari no.

Resta il fatto che chi abita nel capoluogo piemontese non ha mai espresso un’opinione (meglio: non è sia stata chiesta) sull’argomento.

Ma torniamo all’Unione Industriale, API, AMMA, Ascom, Confesercanti, Confartigianato, CNA, ANCE, Aniem CONFAPI: «La Torino-Lione deve essere fatta presto e bene – dicono le Associazioni – Sospendere i lavori della Tav non è accettabile».

«Saremo in Aula per testimoniare il totale dissenso e l’assoluta contrarietà all’approvazione di un Ordine del Giorno che ha l’obiettivo di chiedere al Governo il blocco di tutti i lavori inerenti la Tav».

E ci saranno Corrado Alberto (Presidente API Torino), Dario Gallina (Presidente Unione Industriale Torino), Giorgio Marsiaj (Presidente AMMA), Maria Luisa Coppa (Presidente Ascom Torino), Giancarlo Banchieri (Presidente Confesercenti Torino), Dino de Santis (Presidente Confartigianato), Andrea Talaia (Direzione CNA Torino), Antonio Mattio (ANCE), Alessandro Frascarolo (Aniem CONFAPI Torino).

«L’approvazione di un Ordine del Giorno che richiede la sospensione dei lavori relativi alla Nuova Linea Torino Lione – spiegano i Presidenti delle Associazioni d’impresa torinesi – sarebbe un atto gravissimo dal punto di vista politico e istituzionale; significherebbe dire no ad un territorio aperto all’Europa, più competitivo e più efficiente. Non è possibile tarpare così le possibilità di crescita del nostro sistema economico. La Torino-Lione non è un capriccio di pochi, ma un investimento per il futuro di tutti».

«L’attrattività di un territorio – spiegano ancora i nove Presidenti – dipende anche dagli investimenti e dalla loro realizzazione. Gli imprenditori veri, che creano Pil e occupazione, vogliono certezza sulle infrastrutture e sui tempi della loro realizzazione. Le imprese non possono più sopportare una politica che va contro lo sviluppo e la crescita».

Carretta: per difendere Torino c’è bisogno di tutti

Non c’è stata molta calma prima della tempesta.

La vicenda dell’ordine del giorno No Tav ha reso roventi i social nelle ultime ore, segno che nella battaglia in Sala Rossa domani non si risparmieranno colpi.

Un confronto duro a cui si è già sottratta Appendino, la quale, come ormai è risaputo, si trova a Dubai a caccia di investitori. «Ma davvero pensa che Torino possa essere credibile per attrarre investimenti internazionali e competitiva con altre città che si presentano nel mondo se poi qui per bloccare la città e le sue infrastrutture di trasporto principali?» si chiede il capogruppo del Partito Democratico Stefano Lo Russo. «Di investimenti internazionali quando finirà il medioevo torinese torneremo a parlarne. Se nel frattempo non avremo riprisatinato muli e carretti per trasportare merci e persone».

Chi sarà in Sala Rossa domani a ribadire che quell’ordine del giorno non sa da votare è la consigliera del Pd Maria Grazia Grippo: «La posizione tenuta dal Movimento Cinque Stelle non coincide con quella della città: lo dimostra il fatto che il mondo produttivo torinese è pronto a dare battaglia. Infatti lo stop della Torino-Lione rappresenterebbe un ulteriore danno per il nostro territorio che negli ultimi anni ha visto diminuire l’offerta culturale e il flusso turistico e si è fatto scippare da Milano occasioni importanti. Proprio per questo la sindaca dovrebbe ascoltare le ragioni di questa protesta e preoccuparsi di cosa chiedono i torinesi e non solo di cosa vuole la sua maggioranza».

Intanto il segretario metropolitano del Partito Democratico, il consigliere comunale Mimmo Carretta, non usa mezzi termini. Come per Roma con la sindaca Raggi: «Anche Torino dice basta – spiega – domani siamo chiamati in consiglio comunale a difendere il futuro della nostra città».

«E per difendere Torino – conclude Carretta – c’è bisogno di tutti».