Dalla Citta Metropolitana a Palazzo Civico. Mario Spoto che da un anno e mezzo era segretario generale dell’ente di corso Inghilterra si insedierà domani in Comune a Torino prendendo il posto lasciato vacante da Mauro Penasso, fino allo scorso autunno segretario generale di Palazzo di Città.

L’addio all’ente di corso Inghilterra era stato annunciato già da tempo: a fine ottobre scorso una comunicazione della sindaca Chiara Appendino nell’intranet della Città Metropolitana annunciava che “da maggio 2019 il dott. Mario Spoto assumerà un nuovo incarico presso l’amministrazione del comune di Seregno sciogliendo il fin qui proficuo rapporto la Città Metropolitana”. Alla base della scelta motivi personali, ovvero l’esigenza di “ricercare una sede lavorativa più vicina al luogo di residenza in vista dell’imminente lieto evento atteso dalla sua famiglia”. Motivi confermati dallo stesso Spoto che in una mail successiva alle comunicazioni della sindaca in cui salutando i colleghi spiega “un evento familiare inatteso mi ha ricondotto alle intenzioni originarie. Con alcune (poche) settimane di anticipo rispetto al previsto, nel maggio 2019 cesserà la mia collaborazione con Città Metropolitana”. In realtà la decisione sarebbe stata condizionata dalla difficile convivenza con il vicesindaco metropolitano Marco Marocco.

Spoto il 15 gennaio 2019 chiede e ottiene di poter svolgere un incarico a scavalco tra la Città Metropolitana e il Comune di Seregno. Incarico che può svolgere per quattro mesi, proprio fino a metà maggio. E alla scadenza dei termini ecco il rapido ritorno sulla piazza torinese. Un rientro garantito dal trasloco nel nuovo ufficio a Palazzo di Città, dove a portarlo è stata la sindaca Chiara Appendino in persona.

La prima cittadina ha scelto il nome di Spoto tra quelli dell’elenco ministeriale dei segretari generali visto che già lo conosceva proprio per il lavoro in Città Metropolitana. Anzi. Il 57Enne, già segretario comunale di San Donato Milanese, venne scelto sempre dalla sindaca anche nel novembre del 2017, tra una rosa di oltre 40 candidati. In precedenza aveva coperto incarichi per i Comuni di Monza, Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo e Melzo, dov’era anche direttore generale.

Al suo posto in Città Metropolitana invece si insidierà Daniela Natale, in arrivo dalla Provincia di Viterbo: si tratta del terzo segretario generale in meno di tre anni.

Un dato non da poco e un avvicendamento non facile visto che la Città Metropolitana sorta dalle ceneri della Provincia di Torino è andata incontro a una complessa riorganizzazione interna che porta proprio la firma di Spoto e che per ora è ancora in alto mare e dovrà essere portata a compimento da chi verrà.

«Ho imparato a stimare il dottor Spoto al quale auguro buon lavoro, ma mi domando che cosa abbia in mente la sindaca con questa strategia a incastro. Da Città metropolitana se ne va il padre della riorganizzazione lasciando anzitempo orfano l’ente della guida tecnica cui l’amministrazione aveva delegato per intero il processo di riordino».

«Ricordo infatti che la sindaca, con il benestare del centrodestra, scelse di non coinvolgere il Consiglio nella definizione dei percorsi per arrivare al nuovo assetto dell’ente dopo la trasformazione da Provincia in Città Metropolitana.»

«Per contro in corso Inghilterra le porte della segreteria generale sono sempre più girevoli, un dato che va al di là delle persone e dei loro incarichi e che chiama in causa pesantemente il ruolo dell’organo di indirizzo politico», commenta Maria Grazia Grippo, consigliera comunale del Partito Democratico e consigliera Metropolitana della lista “Città di Città”.

 

foto di copertina da Città Metropolitana Torino