Un opuscolo per tutelare e difendere i diritti dei malati non autosufficienti e delle loro famiglie. È stata presentata questa mattina in Comune a Torino l’iniziativa che nasce da una mozione votata in Sala Rossa e a firma della consigliera comunale del Partito Democratico Maria Grazia Grippo.

Uno strumento, che verrà distribuito in sei mila copie, per aiutare tutti quei malati (in particolare gli anziani) e i loro familiari che alle dimissioni dall’ospedale non sanno quali forme di assistenza e cure sanitarie e socio-sanitarie siano tra i loro diritti, con la conseguenza che spesso sono le stesse famiglie a doverli curare a casa e senza aiuti ma con costi economici e sociali notevoli. Oppure, si ricorre a ricoveri in strutture che non hanno i requisiti necessari per l’assistenza del caso specifico.

«La cura delle persone non autosufficienti è da sempre un tema caro all’amministrazione torinese e credo sia un argomento di sensibilità trasversale» ha precisato la consigliera Grippo. «Per questo è avvertita e condivisa la necessità di offrire un servizio informativo completo per andare in contro alle esigenze delle famiglie dei malati. Quello che può sembrare solo un opuscolo per me è molto di più: è un vero e proprio modo di approcciare una tematica che interessa migliaia di torinesi», conclude Grippo.

Alla presentazione era presente anche la vice sindaca Sonia Schellino, che è cosi intervenuta: «Il risultato finale e un prodotto buono, che possa essere veicolato a coloro che ne hannopiù bisogno. Il leaflet è stato pensato con una facile scrittura per una facile interpretazione» ha concluso Schellino «questo è un valore aggiunto, sempre nell’ottica di raggiungere il più persone possibile».

Tra le associazioni presenti è intervenuta Maria Grazia Breda presidente della Fondazione Promozione Sociale Onlus: «Il volantino serve per opporsi alle dimissioni di persone con malattie cronache. Spiega la prassi prevista dalla legge, è una estrema difesa per le famiglie con persone con disabilità» continua Breda «Oltre alla fase di informazione, sarebbe opportuno una fase di controllo da parte del comune, che si faccia realmente la divulgazione dell’opuscolo, e sopratutto fare un incontro con le strutture ospedaliere perché spesso si fa finta di non conoscere la norma, e quindi che nonla si applica».

ha collaborato Paolo Bogliano