Grandi città al voto. Come Torino, anche Roma andrà alle urne nel 2021. In comune tra le due metropoli non solo avere nella propria storia lo scettro di Capitale d’Italia, ma una giunta a guida pentastellata alla quale oggi porsi come alternativa credibile e forte, con efficacia e lungimiranza.

Cinque Stelle sì, Cinque Stelle no è il dilemma che ha arroventato le cronache politiche torinesi, attente a chi si allea con chi e in che modo. La fermezza con cui il Partito Democratico metropolitano ha messo in chiaro che l’obiettivo è quello di costruire un campo aperto, laddove ci sia spazio per propulsione, visione, capacità, competenza condivisa tra le forze politiche e civiche che si riconoscono nei valori del centro sinistra ha messo non solo a tacere, almeno per il momento, dannosi pettegolezzi, ma ha dato la linea.

Perché guardare a Roma, dunque?

Perché la situazione è in qualche modo speculare e perché è, quella capitolina, ancor più interessante se si considera come, nello spazio di due elezioni europee il Partito Democratico sia salito dal 17 al 31 per cento, riaffermandosi primo nella Capitale. In più c’è attenzione per le suppletive, per le elezioni all’undicesimo municipio che il Pd romano conta di portare a casa.

Torino Roma, è la grande velocità delle idee che convergono su un’unica destinazione: vincere con un’idea migliore di città.

«Ci poniamo in modo alternativo al completo fallimento della giunta Raggi, basta guardare alla città per rendersi conto di tutte le difficoltà che Roma sta affrontando – sottolinea Andrea Casu, segretario del Partito Democratico di Roma – . È centrale la costruzione dell’alternativa a ciò che sta succedendo, perché non ci limitiamo a denunciare il problema, ma vogliamo offrire anche una prospettiva alla città». Per farlo «vogliamo costruire un’alleanza tra tutte quelle forze civiche e politiche che non si trovano in quest’amministrazione, ma che nelle idee e nei valori del centro sinistra si sentono rappresentati: insieme possiamo contribuire a costruire una nuova pagina per Roma».

Per usare una metafora calcistica, Torino e Roma useranno nel campionato delle Elezioni Amministrative 2021 lo stesso modulo di gioco, su un campo aperto, plurale, ma con un perimetro ben delineato dai valori e dal rispetto alla città, alla quale è necessario garantire un progetto e l’accompagnamento nel suo rilancio. «Quello che abbiamo deciso di fare a Roma è un percorso che ci consente di interpretare un nuovo momento di impegno del Partito Democratico – spiega Casu – . Nel dicembre scorso abbiamo provveduto a una riorganizzazione del nostro statuto sulla base anche delle innovazioni del nazionale, investendo sull’autonomia dei circoli, abbiamo valorizzato la loro presenza sul territorio. Stiamo lanciando una grande iniziativa di confronto sui temi con dei gruppi di lavoro aperti anche a coloro della società civile che vogliono partecipare e contribuire a costruire un agenda politica per un piano strategico per il rilancio della città».

I temi sono quelli suggeriti dal Partito nazionale, quali crescita e ambiente, tra loro effettivamente molto collegati, il tema della comunità e della solidarietà, quello della conoscenza. «Tutti gli argomenti saranno declinati sulla realtà romano – precisa ancora il segretario – perché il confronto deve essere tutto interno alla città. In primavera ci sarà il nostro congresso, che sarà un’occasione di rilancio dell’azione politica del Pd e di confronto con anche tutte quelle energie che stanno guardando a noi in questo momento. In autunno avremo le primarie per la scelta delle candidature a sindaco e a presidenti di municipio».

Un percorso, quello romano, arricchito da tanti test che si affrontano a viso aperto e con la forza dei programmi, e dei candidati, condivisi

«C’è molta attesa per le elezioni suppletive nel primo collegio e abbiamo creato un tavolo con tutte le forze di centro sinistra che sostengono il governo Conte due, esclusi i cinque stelle che si sono esclusi da ogni tema di rilevanza locale, insieme abbiamo chiesto a Roberto Gualtieri ministro dell’economia di candidarsi e oggi è il nostro candidato da sostenere con forza», ricorda Casu, che aggiunge alla riflessione anche l’ambizione per poter conquistare l’undicesimo municipio, dopo aver “ripreso” il terzo e l’ottavo.

Una cosa è certa, al di là di ogni riflessione «Per vincere Salvini, per vincere la Meloni, serve un alleanza civica e politica con tutto il centro sinistra» e a chiedergli se il Pd ha già un candidato pronto, la risposta è chiara.

«Il percorso inizierà da un confronto sui temi, proseguirà con la conferenza programmatica, poi congresso e primarie. Il vero protagonista del nostro confronto deve essere il futuro di Roma e non il candidato. Tutte le esperienze fallimentari degli ultimi anni hanno dimostrato che non si può governare Roma in solitudine: gli uomini soli hanno sempre fallito. Serve perciò una grande squadra, con tutte le energie possibili – e conclude – . Dobbiamo essere la forza motrice per i processi di rinnovamento della città, quella che spinge tutte le energie a confrontarsi nella direzione della costruzione di un futuro, con un criterio comune. Attraverso le primarie individueremo al meglio la donna o l’uomo che potrà interpretare questo ruolo ma solo tutti insieme possiamo vincere la sfida».