La speranza di ogni torinese è che risulti tutta o in larga parte infondata la storia davvero brutta che investe l’ex portavoce del sindaco Appendino, Luca Pasquaretta. Le accuse sono pesanti: estorsione, ricatto, turbativa d’asta. L’attuale collaboratore del sottosegretario all’Economia, Laura Castelli, è stato chiamato sul banco degli imputati per ipotesi di reato davvero pesanti che, se provate in sede processuale, avvolgerebbero in una nube tossica tutta l’amministrazione cittadina.

Il mio personale auspicio, lo dico da oppositore mai pregiudiziale ma sempre a schiena dritta, è che i protagonisti della vicenda escano bene da questa storia. Su Torino soffia un’aria malsana, dopo tre anni di esperimento grillino. Dalla Tav alle Olimpiadi, passando per il Salone del Libro e altre questioni non sempre minori, le decisioni prese in sede amministrativa sono sempre state avvolte da un clima opaco, con un difetto di trasparenza che, al contrario, doveva essere il fiore all’occhiello di questa amministrazione.

Forza Italia era, è e sarà sempre una forza garantista, anche e soprattutto con gli avversari più irriducibili. Ma fare chiarezza, presto e bene, è un dovere che magistratura e politica hanno nei confronti di una città che appare oggi stremata dopo tre anni inconcludenti di amministrazione grillina.

Scritto da Osvaldo Napoli