È stata l’occasione per ribadire lo stretto legame tra sport e studi universitari a Torino e per riconfermare il reciproco impegno verso questo obiettivo di Enti e istituzioni l’incontro che si è tenuto all’Accademia delle Scienze con la partecipazione del presidente del Cus Riccardo D’Elicio, la sindaca Chiara Appendino e i rettori di Università e Politecnico, Gian Maria Ajani e Guido Saracco.
Un pomeriggio per fare il punto sui primi 13 anni del progetto Agon e per guardare al futuro. Agon, frutto della collaborazione tra Cus (Centro universitario sportivo) e i due atenei torinesi, ha come obiettivo principale quello di garantire a giovani atleti meritevoli, provenienti da tutta Italia e dall’estero, l’accesso ai livelli più alti dell’istruzione accademica, garantendo loro di poter svolgere sport e studiare allo stesso tempo.
Sono infatti 24 le borse di studio assegnate in base a merito sportivo e accademico in egual misura e che coprono le tasse universitarie il vitto e l’allogio a studenti che praticano anche diverse attività sportive. Ma troppo facile pensare al calcio: al contrario, come spiega D’Elicio «non abbiamo mai avuto convenzioni con la Figc, ma ci sono tanti altri sport per cui il CUS fornisce grandi atleti».
E l’elenco è lungo. Dal rugby, la cui squadra è in serie A, alla lotta olimpica con la più importante scuola in Italia, il beach volley e il tennis da tavolo in A2 e la scuola di karate nata solo cinque anni fa e diventata una della prime cinque in Italia.

«Contiamo ben 25 sezioni agonistiche e 3500 atleti iscritti – spiega ancora D’Elicio – siamo un nuovo modello alternativo ai gruppi militari e spero che queste borse di studio, che attraggono a Torino giovani di talenti, ci permetta di crescere ancora e nel contempo a regalare ad atleti una parte del loro futuro».

Dell’importanza del legame tra sport e studi universitari ne sono consapevoli anche i due rettori. A partire da Ajani che definisce Agon come «un progetto sfidante per l’Ateneo perchè si tratta di rendere compatibile la vita di studente con quella sportiva, penso alla frequenza alle lezioni, ai seminari, ai calendari degli esami. Mentre credo che sia innegabile il ruolo che lo sport ha nella formazione della persona perchè oggi più che mai frequentare l’università significa formarsi anche come coscienza critica e anche la pratica sportiva è importante per tutto ciò».

Un elogio per il ruolo del Cus arriva anche dal rettore Saracco che osserva come «Il Cus ha saputo creare un’ecosistema di supporto alle attività sportive e garantirne l’accesso ai giovani che altrimenti si sarebbero trovati di fronte allo scoglio dei costi». Opinione condivisa anche dalla sindaca Appendino per la quale il Cus è «motivo di orgoglio per la città e un sistema su cui continuare a investire non solo perchè rende le nostre università più attrattive ma perchè attraverso lo sport si trasmettono valori importanti per fondare la nostra comunità».