I contratti per differenza sono un prodotto finanziario sempre più diffuso, che consente di operare facilmente con vari asset, dagli indici alle criptovalute, con interessanti possibilità di guadagno e senza investimenti iniziali consistenti. Vediamo insieme come funziona e in cosa consiste il trading con i CFD.

Il funzionamento dei CFD: il contratto prima di ogni altra cosa

Cosa sono i contratti per differenza? Per chiarire il significato dei CFD bisogna innanzitutto concentrarsi sulla sua definizione. Come indica il suo nome, il CFD è un contratto, tra un venditore e un acquirente, che dura per un determinato periodo di tempo. Ogni contratto ‘rappresenta’ un asset sottostante, ad esempio una criptovaluta, e il suo valore. L’asset segue le fluttuazioni del mercato, quindi ha un preciso valore nel momento in cui il contratto viene aperto e ne avrà un altro quando il contratto verrà chiuso. Questa differenza tra il valore iniziale e finale determinerà un profitto o una perdita per l’acquirente e per il venditore. Se il prezzo dell’asset aumenta, per l’acquirente si potrà parlare di profitto, se invece diminuisce si registrerà una perdita. L’opposto varrà per il venditore, con una perdita se il prezzo dell’asset aumenta e un guadagno se diminuisce.

I contratti per differenza: un prodotto finanziario nato in Gran Bretagna

I primi contratti per differenza (CFD, dall’inglese Contract For Difference) sono stati creati a Londra, all’inizio degli anni Novanta, da Brian Keelan e Jon Wood, dipendenti della società di servizi finanziari UBS Warburg. All’epoca esenti da imposte, venivano usati dagli investitori istituzionali e dagli hedge funds (fondi comuni d’investimento privato) per proteggere la loro posizione azionaria sul mercato inglese. Dopo circa un decennio furono messi a disposizione degli investitori commerciali. Vent’anni dopo se ne chiarì il principale vantaggio: quello di poter usare la leva finanziaria, aumentando le possibilità di guadagno, su ogni asset indicato nel contratto. A partire da quel momento i CFD furono esportati nei paesi del Commonwealth, come l’Australia, e in seguito in tutto il mondo.

Tutti i mercati dei contratti per differenza

Se in principio riguardavano il London Stock Exchange, il mercato azionario inglese, in seguito ai contratti per differenza sono state aperte le porte di migliaia di mercati finanziari. Uno degli aspetti positivi dei CFD è dato dal fatto che per fare un’operazione finanziaria non è necessario possedere l’asset sottostante: basta investire una piccola percentuale del suo valore per poter aprire una posizione. Questo garantisce ai trader un ampio margine di manovra, e la possibilità di operare tramite i contratti per differenza con asset che per il loro prezzo non sono sempre alla portata di tutti. Con i contratti per differenza è possibile operare nel mercato forex, decidendo di andare short o long su una coppia di valute (al ribasso o al rialzo sulla prima delle due valute). La scelta è ampia: oltre al forex tradizionale, si può investire nei mercati delle materie prime, delle opzioni, degli ETF (Exchange-Traded Fund, dei particolari fondi d’investimento), come anche degli indici, dei futures, delle criptovalute e delle azioni.

(Fonte foto: Pixbay)