di Bernardo Basilici Menini

La partecipazione del vicesindaco Montanari, in vece di Chiara Appendino e con la fascia tricolore, al corteo No Tav di sabato scorso a Bussoleno ha richiamato l’attenzione delle forze politiche di opposizione che hanno chiesto conto della presenza all’interno del corteo.

Montanari non ha dubbi e si dice stupito: «E’ una domanda retorica che non capisco, quella delle minoranze. La manifestazione riguardava una parte importante della nostra visione politica». «Un sindaco – prosegue Montanari – rappresenta un programma, che manifesta pubblicamente con la propria partecipazione. Non è la prima volta che scendiamo in piazza contro la Tav, siamo anche usciti dall’Osservatorio. Alla manifestazione di sabato, inoltre, c’erano decine di sindaci e amministratori», conclude il vicesindaco.

Parole che non convincono le opposizioni. Secondo il capogruppo del Partito democratico Stefano Lo Russo «la differenza è che con la fascia tricolore addosso Montanari non rappresenta solo se stesso, ma la città di Torino. Il vicesindaco può andare in tutte le manifestazioni che vuole come persona. La questione non è politica, ma istituzionale. Avete una considerazione padronale del Comune» conclude Lo Russo. Mimmo Carretta parla invece del «cordone ombelicale che vi lega agli antagonisti. Volete far vedere che il vostro movimento dialoga sia con i centri sociali che con i poteri forti».

Fabrizio Ricca sostiene che «Torino e la Val Susa non siano No Tav e i pullman della manifestazione arrivavano da città che con la Torino-Lione non hanno niente a che vedere. La vostra partecipazione era un messaggio agli autonomi dopo gli incidenti del Primo Maggio, dopo che la sindaca ha preso distanza da loro». Il capogruppo leghista torna poi a sostenere l’idea di un referendum metropolitano per «chiedere ai torinesi cosa ne pensano». Critici anche Osvaldo Napoli e Roberto Rosso, con quest’ultimo che si dice favorevole a un dibattito pubblico apposito sul tema.

A sostegno di Montanari arrivano i consiglieri pentastellati. Viviana Ferrero accusa le altre forze politiche di aver «cercato di demonizzare la lotta No Tav, cosa che non vi è riuscita. Il modello economico che la Torino-Lione rappresenta è fallimentare», per poi ringraziare il vicesindaco per la partecipazione. Maura Paoli accusa le minoranze delle «solite sterili polemiche. Abbiamo anche proposto un consiglio aperto sull’argomento, ma non avete voluto. La stragrande maggioranza delle persone in Valle sono dalla nostra».

Il dibattito, duro in molti dei suoi passaggi, si chiude con un Montanari che punta il dito contro le minoranze, «che si sono messe di traverso, impedendo una discussione vera sul tema a Torino. I partiti -a livello nazionale, continua il vicesindaco – hanno impedito un dibattito democratico sulla Tav».