Si torna a parlare di Tav in consiglio comunale. Questa volta per il corteo No Tav previsto in centro a Torino per sabato 8 dicembre. Manifestazione a cui non parteciperà la sindaca Chiara Appendino né il gonfalone della città, ma in rappresentanza di Torino ci sarà il vicesindaco Guido Montanari con fascia tricolore.

Una partecipazione che il Partito Democratico contesta e non condivide, come ha espresso in Sala Rossa l’ex sindaco, e consigliere comunale, Piero Fassino, per il quale: «Andare con la fascia o col Gonfalone è esattamente lo stesso e voi vi state mettendo contro la città. Una virtù della politica sarebbe saper ascoltare i cittadini, capire cosa pensano e modulare le risposte. Invece voi date la benedizione a un movimento di antagonismo sociale». Posizioni condivise anche dal segretario metropolitano Pd Mimmo Carretta che ha invitato i 5 stelle a manifestare apertamente il loro pensiero: «Appendino quel giorno sarà in piazza perché non è mettendo la fascia al collo di un altro che non sarà responsabile. Sfilate tutti davanti al corteo, metteteci la faccia, siete liberi di manifestare, ma lasciate la fascia e non prendete in giro la città».

Rispondendo alle minoranze in aula la capogruppo del Movimento 5 stelle Valentina Sganga ha precisato come la mozione votata dal consiglio comunale «impegnava l’amministrazione a partecipare a tutte le manifestazioni contro quest’opera, quindi l’8 dicembre non si farà altro che rispettare l’indirizzo del Consiglio comunale. Questa è democrazia. Il vicesindaco – proseguito – porta avanti il programma espresso dal Consiglio, la fascia è stata usata anche in altri contesti non condivisi da tutti, come può essere ad esempio il Pride, che io condivido ma non tutti la pensano così. È impossibile con la fascia tricolore rappresentare tutti i cittadini: solo i dittatori lo fanno».

Ma la consigliera 5 stelle anche al termine del dibattito in aula ha proseguito nel rispondere alle parole di Fassino con un posto su Facebook, in cui fa riferimento alle parole con cui l’ex sindaco paragona il movimento No Tav a un “movimento di antagonismo sociale”. «Ricordo che quando una nostra consigliera si è spinta a definire “salottiere” le ormai celebri sette donne torinesi abbiamo assistito ad una settimana di titoli roboanti sullo scarso rispetto della piazza da parte dei 5 Stelle. E via di biasimo verso quei maleducati dei grillini da tutto il mondo politico.  Ma qui lo sguardo potrebbe allargarsi intorno alla domanda: come siamo giunti a tutto questo? Come siamo giunti alla più grave crisi sociale degli ultimi trenta anni, in Italia, che ha avuto anche momenti di innegabile, e sbagliata, violenza? Siamo qui giunti perché persone come l’onorevole Fassino hanno sempre delegittimato e denigrato le istanze di una comunità enorme, ignorandole e tentando semplicemente di reprimerle. Le parole poco fa pronunciate altro non sono che la conferma di questa prassi distruttiva» scrive Sganga.

Ma non solo. Per la capogruppo M5s il loro compito è proprio quello di«rammendare pazientemente decenni di irresponsabilità politica che hanno strappato la tenuta sociale di un territorio vastissimo. Faremo anche questo, certi che domani i mezzi di informazione daranno spazio ai giudizi dell’ex sindaco sulla piazza dell’8 dicembre almeno quanto hanno fatto nelle settimane passate circa la piazza di opposto colore».