«Siamo sorpresi e preoccupati». È questo lo stato d’animo dei sindacati del Comune di Torino dopo l’incontro del 16 gennaio a Palazzo Civico in cui è stato comunicato che potrebbe non essere riconfermato alcun contributo sugli abbonamenti del trasporto pubblico 2019 locale dei dipendenti. Il motivo: Non ci sono i soldi per il contributo che interessa circa 2500 dipendenti comunali.

A parlare è Ezio Longo, coordinatore regionale Cgil, presente all’incontro in Comune del 16 gennaio, che si augura venga “messa una pezza” per rimediare. «I tempi sono molto stretti visto che gli abbonamenti scadranno a febbraio e per questo abbiamo richiesto un nuovo incontro che vogliamo coinvolga direttamente la sindaca Chiara Appendino».

La questione ha acceso una vivace querelle tra segretario metropolitano del Partito Democratico e consigliere comunale Mimmo Carretta, che ha ripreso l’allarme dei sindacati in una nota facebook e il consigliere comunale pentastellato Antonio Fornari, che ha definito e ironizzato sulle preoccupazioni di Carretta definendole “fake news”, tra i commenti di approvazione dei suoi sostenitori.

Entrando nel dettaglio si tratta di un consolidato contributo, pari a circa il 35% del costo totale dell’abbonamento. Una voce che ha pesato sul bilancio del Comune per circa 300mila euro. Un contributo che dovrebbe a pieno titolo rientrare in quelle decantate istanze di mobilità sostenibile oggetto e orgoglio dei programmi grillini.

Ma cosa ha scritto di così irritante Mimmo Carretta sul suo profilo facebook? «A quanto pare, ma sarò felice di essere smentito, i dipendenti del Comune di Torino non potranno più avere la compartecipazione dell’Ente per l’acquisto degli abbonamenti al Trasporto pubblico. Se così fosse, mi domando a cosa servono tutti gli appelli della Giunta torinese al maggior utilizzo dei mezzi pubblici, se per primi non incentivano i propri dipendenti?
A cosa servono i provvedimenti anti inquinamento che gravano sulle auto private, se in primis la Giunta non mette nelle condizioni i propri dipendenti di spostarsi sui mezzi pubblici? Spero che non sia vero – conclude l’esponente Dem – annunciando iniziative a fianco dei sindacati e lavoratori».

Per il consigliere comunale Antonio Fornari quella lanciata sul web da Mimmo Carretta è solo una bufala per allarmare i dipendenti comunali. L’esponente pentastellato replica a Carretta (ma anche ai sindacati)assicurando che: «anche per il 2019 il Comune di Torino confermerà la compartecipazione dell’Ente per l’acquisto degli abbonamenti al Trasporto Pubblico Locale».

Per Fornari la questione rientra nel walfare integrativo e nella relativa contrattazione aziendale, e conclude ricordando come «nell’attesa dell’approvazione del bilancio di previsione 2019, in cui verrà inserito l’ammontare complessivo stanziato, l’amministrazione dovrà incontrarsi con i sindacati per concordare le modalità di fruizione (es. trattenuta mensile su cedolino). Insomma un discorso che potrebbe essere interpretato come “il contributo potrebbe restare ma non possiamo dire oggi quale sarà il suo importo”.

«Per ora non risulta quale sia l’ammontare dello stanziamento relativo e non ci risulta sia stato previsto un l’apposito stanziamento. Anzi nell’incontro ci è stato riferito che tale contributo non ci sarà per il Bilancio 2019», è questo l’eloquente commento del coordinatore regionale della Cgil.

Sulla querelle esplosa sui social tra l’eponente dem Mimmo Carretta, che ha rilanciato l’allarme sindacale sulla possibile imminente soppressione dell’agevolazione sugli abbonamenti trasporti pubblici per i dipendenti comunali, e il consigliere comunale pentastellato Antonio Fornari che ha definito la vicenda una fake, è questo il parere di Ezio Longo: «Ma quale fake, quelle parole le ho sentite con le mie orecchie e la preoccupazione si è concretizzata in una richiesta di incontro indirizzata oggi all’ufficio rapporti sindacali del Comune».

Il rappresentante sindacale precisa come: «queste agevolazioni non sono una gentilezza ma un importante contributo che fa si che 2500 dipendenti comunali utilizzino i mezzi pubblici e non solo per andare al lavoro. Un discorso che rientra nel welfare aziendale e siamo sorpresi e riteniamo contraddittorio che questo arrivi da forze che hanno fatto della mobilità sostenibile un cavallo di battaglia».

Intanto a febbraio scadranno gli abbonamenti in essere e i tempi cominciano ad essere stretti.