Un’apertura di seduta del Consiglio regionale dalle tante sfumature emotive, quella di questa mattina  a Palazzo Lascaris.  Per molti si è trattato del  primo giorno di scuola, per altri è stata l’occasione dei saluti dopo diversi anni di attività politica nell’ambito dell’assemblea regionale.

Primo a prendere la parola per il suo elenco personale di ringraziamenti, il neo senatore Mauro Laus che ha aperto con un sentito grazie ai direttori e agli uffici del Consiglio, la cui integrità e dedizione di questi anni sono state espressione di alto senso di responsabilità e delle istituzioni. «In questi anni  – ha sottolineato Laus – ho sempre cercato di gestire l’Aula nel pieno rispetto di tutti i colleghi, senza guardare il colore politico, dunque il mio grazie va ai colleghi della maggioranza cosi come a quelli delle opposizioni, ai membri dell’ufficio di presidenza nel cui ambito c’è sempre stata collaborazione. Un ringraziamento va anche al presidente Chiamparino e alla giunta nei confronti della quale ho sempre cercato di creare le condizioni affinché potesse esprimere al meglio la sua azione politica. Lascio un bellissimo clima, una limpidezza e sobrietà che mi auguro possano essere salvaguardate anche per il futuro. Elementi che ci sono stati riconosciuto anche da rappresentanti di altre istituzioni, penso ad esempio alla Corte dei Conti, rispetto alla quale, nel rispetto dei ruoli, abbiamo dimostrato di saper tenere la schiena dritta nell’interesse comune di tutelare l’interesse pubblico e di assicurare trasparenza e correttezza nell’utilizzo della cosa pubblica».

Sentimenti di gratitudine verso colleghi e personale regionale ha espresso anche l’ex capogruppo pd Davide Gariglio. «Ho vissuto questi anni con spirito di fraternità e volontà di lavorare per il bene della comunità piemontese. Conciliare partigianeria politica e dovere verso le istituzioni è stato difficile ma il consiglio regionale non è luogo dove si agisce per tornaconti personali o dove si pronunciano parole vuote. Negli ultimi anni questo consiglio ha dato plurimi segnali di sobrietà, atti apparentemente insignificanti ma che hanno enorme valore simbolico».

Dunque, da oggi, cambio di vertice ufficiale a Palazzo Lascaris. Con 46 voti l’Aula ha eletto Nino Boeti presidente del Consiglio regionale. Già vicepresidente da inizio legislatura e presidente del Comitato Resistenza e Costituzione, Boeti, 65 anni, è consigliere regionale dal 2005, fa parte del gruppo Partito Democratico. Chirurgo ortopedico, ha tra le sue esperienze due mandati da sindaco di Rivoli. «Ringrazio i consiglieri regionali, di maggioranza e di opposizione, che oggi hanno voluto eleggermi alla presidenza dell’assemblea legislativa regionale. Un incarico che assumo con orgoglio e con responsabilità. In questo scorcio di legislatura mi impegno ad essere il garante dei diritti di tutte le forze politiche qui rappresentate, che hanno tutte pari dignità. Quella che si avvia alla conclusione è stata una buona legislatura perché si è lavorato in un clima positivo, fatto di rispetto reciproco e all’insegna della trasparenza. Non sono mancati momenti anche aspri di confronto, ma senza mai superare i limiti di decoro che devono contraddistinguere un’istituzione. Sono sicuro che tutto ciò non verrà meno nel lavoro che ci attende», le sue prime parole.

Cambiano anche altri componenti dell’Ufficio di presidenza. Angela Motta (Pd) è stata eletta vicepresidente di maggioranza e Franco Graglia (Fi) vicepresidente di minoranza.
Confermati Giorgio Bertola (M5S) e Gabriele Molinari (Pd) e a cui si aggiunge Walter Ottria (Mdp). Da oggi, a sostituzione degli otto consiglieri eletti in Parlamento, entrano ufficialmente a far parte dell’aula piemontese anche i consiglieri: Andrea Tronzano, Angelo Bona, Luca Rossi, Andrea Fluttero, Giuseppe Policaro, Luca Cassiani, Celestina Olivetti, e Benito Sinatora. I primi cinque sono di Forza Italia, Cassiani e Olivetti del Pd, Sinatora della Lega.