«La Tav è determinante» e le «infrastrutture creano occupazione» e «non sono una questione ideologica». Vincenzo Boccia, presidente della Confindustria spiega così, all’assemblea degli industriali di Torino, che si è tenuta alla “Nuvola”, sede di Lavazza, come sia determinante la Torino-Lione e il progetto dell’Alta Velocità.

«La Tav è determinante, le infrastrutture non sono una questione ideologica – dice Boccia – Le infrastrutture collegano le periferie al centro e i Paesi al mondo. Per questo speriamo che prevalga come sempre il buon senso. Le infrastrutture creano occupazione sia nel momento iniziale sia in quello successivo perché creano competitività».

Per il presidente degli industriali di Torino, Dario Gallina bloccare ora la Tav sarebbe un gesto autolesionistico: «Punitivo soprattutto per il Nord Ovest e le sue ragioni di sviluppo. Confidiamo che il Governo agisca con responsabilità e buon senso».

«Per Torino la Tav è di vitale importanza» – continua Gallina.

«Nelle ultime settimane importanti rappresentanti politici chiedono che il progetto della Tav sia sottoposto a una procedura di verifica basata sull’analisi di costi e benefici dell’opera. Non credo che fare ulteriori analisi di parte possa portare alla giusta soluzione – sostiene Gallina – Come altri Presidenti di Regioni del Nord anche noi vorremmo ricordare al governo che siamo già andati troppo in là con i lavori della Tav per buttare tutto all’aria, disinteressandoci delle conseguenze che un atto simile avrebbe sul piano internazionale e delle relazioni economiche con gli altri Paesi. Vi sarebbe chi ne approfitterebbe per escluderci dai nuovi grandi assi di comunicazione come la grande Via della Seta».

«Penso sia facile comprendere che la posta in gioco non è un treno veloce per la Francia, ma una piattaforma di crescita che parla agli interessi economici dell’intero Nord Ovest. Una leva di trasformazione che andrà a vantaggio della qualità e del livello della nostra crescita, a garanzia del benessere di domani», ha concluso il presidente degli industriali torinesi.

«La proposta che faccio sulla Tav è di lasciate che si vada avanti sulla tratta internazionale, concentriamoci sulle tratte di adduzione, che qualcosa si può migliorare», dice Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte.

«Da luglio partiranno appalti per 3 miliardi di euro, dobbiamo rinnovare la lobby trasparente e democratica a favore di questa opera. Abbiamo bisogno che i protagonisti giovani di questa opera siano i protagonisti di questa lobby».

Aggiunge Chiamparino: «Vorrei organizzare una visita guidata all’attuale tunnel del Fréjus per vedere dove sono le uscite di sicurezza, se c’è un impianto ventilazione. Quel tunnel entro 10 anni non sarà più in grado di fare passare neppure i treni regionali. Il problema è la chiusura o l’apertura delle Alpi. È un problema anche psicologico. Un conto è se Torino è un punto d’arrivo oltre il quale non si va o se è un luogo centrale».

Per la sindaca Chiara Appendino, che sottolinea che lei su questo argomento è «in nettissima minoranza», c’è bisogno di confronto: «Ho fiducia che il ministro Toninelli affronterà il problema in tempi brevi e in modo non ideologico. Quando sarà pronto si aprirà un confronto sereno con le parti».

Capitolo Olimpiadi Invernali 2026. Tutto d’accordo che sono per Torino un’opportunità, «come lo sono state in passato», ricorda Boccia.

«Abbandonare il sogno olimpico sarebbe un segnale di grande debolezza e mancanza di visione», afferma Dario Gallina, che continua «Io credo non se ne debba fare una questione di campanile, ma piuttosto guardare alla richiesta espressa dal Cio, e cioè di realizzare un’Olimpiade con budget ridotto e green. Torino è nelle condizioni ideali per dare una risposta positiva: abbiamo l’esperienza recente di un’Olimpiade di grande successo; impianti già realizzati, solo da ripristinare e tutte le condizioni per gestire un evento che coinvolga città e montagne. Riteniamo che una scelta del Governo a nostro favore comporterebbe una distribuzione più equilibrata delle opportunità e rispettosa delle capacità dei territori in ambito nazionale. Ma credo valga un’ulteriore considerazione: inseguire il sogno olimpico è sicuramente una dimostrazione di leadership».