Continua il dibattito all’interno del Movimento Cinque Stelle di Torino dopo la batosta elettorale. Questa volta a far discutere via social è la richiesta del vice ministro Luigi Di Maio di delegare al voto sulla piattaforma Rousseau la conferma o meno della fiducia nei suoi confronti. Infatti sotto la Mole i Cinque Stelle nostrani storcono.

Francesco Sicari, il giovane grillino, presidente del consiglio comunale torinese, afferma di essere «sconcertato».

Scrive Sicari: «La domanda a cui rispondere è: confermi Luigi Di Maio come capo politico del MoVimento 5 Stelle? Ammesso che abbia sbagliato tutto lui, un voto di conferma legittimerebbe la persona che ha sbagliato tutto ad andare avanti, e quindi non verrebbe identificato come quello che ha sbagliato. Ovviamente avrebbe piena libertà di fare ciò che vuole. Strutture e chi più ne ha più ne metta».

«Ammesso che invece non abbia sbagliato nulla – continua – un voto di sfiducia apre una crisi politica, apre uno scenario incerto mentre sei forza di Governo, apre le porte a un eventuale successore, ma non me ne vogliano gli altri, pur sapendo che la voglia di quel posto è grande in tanti altri, non vedo figure spendibili nel breve periodo».

«Ma soprattutto, a tre giorni dall’esito del voto, ancor prima di approfondite analisi di cosa abbia funzionato e cosa no, si va di pancia al voto, solo ed esclusivamente sulla persona. Una persona che nel momento stesso in cui parla polarizza la discussione. Il passo indietro, le dimissioni, sono atto puramente personale, secondo me.  Se pensi di aver sbagliato, ti dimetti. Se pensi di non aver sbagliato, vai avanti. Direi che non abbiamo capito nulla, analizzeremo un giorno anche questa. Sono sconcertato», conclude Sicari.

Anche per Cataldo Curatella, consigliere comunale pentastellato e presidente della Commissione Speciale Smart City: «Il voto non ha insegnato nulla!». Per Curatella «si avvia lo specchietto per allodole su Rousseau. Per come si pone la questione il risultato è ovvio, invece di avviare una seria discussione e analisi sul territorio di cosa è successo non nelle urne ma negli ultimi anni in cui si è demandato ai ‘click’ l’azione politica, perdendo contatto con i cittadini ma chiudendosi nelle comode stanze di potere».

Commenta Monica Amore«Domani ci sarà la votazione su Rousseau per riconfermare il ruolo di Luigi Di Maio. In un momento del genere fare una votazione simile. Non ha alcun senso. Bisogna veramente maturare e crescere , farsi la guerra all’interno non porta lontano. Le energie dovrebbero essere spese per altro 
Bisogna essere costruttivi non distruttivi».