La procura di Torino ha aperto un fascicolo k, per il momento senza indagati e ipotesi di reato, sul concerto del 25 aprile in piazza Castello. Come Nuova Società aveva raccontato non tutto sarebbe filato dritto nell’organizzazione dell’evento che ha portato in piazza 10 mila persone per assistere al concerto dei Modena City Ramblers.

Infatti, come avevamo evidenziato la fretta può aver giocato nuovamente un brutto scherzo all’amministrazione. Basti pensare al cambio di location (da piazza Albarello a piazza Castello appunto) avvenuto poche ore prima che la band salisse sul palco.

Nuova Società l’ha ricostruito nel dettaglio:

– La scelta di piazza Arbarello è avvenuta a seguito di un sopralluogo fatto il 2 marzo alla presenza degli organizzatori, il Polo del 900, di un libero professionista che per loro conto ha poi predisposto successivamente le pratiche ed il piano sicurezza, di un funzionario competente della Città di Torino e di funzionari del Consiglio Regionale, finanziatore dell’evento.

– In seguito al sopralluogo in piazza Arbarello si è tenuta una nuova riunione organizzativa il 27 marzo e in quella occasione è stata confermata la scelta della location per il concerto. Il Polo del 900 si è quindi occupato degli aspetti organizzativi e delle pratiche burocratiche avvalendosi di professionisti che hanno curato: la stipula dei contratti con i fornitori, la gestione della promozione, il permesso SIAE e la gestione della documentazione tecnica da presentare al Comune.

– Il 6 aprile il Polo del 900 ha presentato al Comune la richiesta di occupazione del suolo pubblico per piazza Arbarello.

– Il 19 aprile il Comune, dopo 13 giorni di istruttoria, approva la richiesta del Polo del 900 e concede piazza Arbarello.

– Passano altri cinque giorni e il 24 aprile accade “l’imprevedibile”. Il Comune, su impulso della Prefettura, revoca la concessione di piazza Arbarello. La comunicazione di revoca arriva agli organizzatori alle 14:30 del giorno prima del concerto con le seguenti motivazioni: «considerate le ragioni di Pubblica Sicurezza collegate all’impossibilità di bonificare il parcheggio sottostante l’area oggetto dell’evento espresse dagli uffici della Prefettura e della Questura di Torino in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica in data 24 aprile 2018». A questo punto gli organizzatori sono sul punto di far saltare l’evento, nonostante si faccia largo l’ipotesi di spostare il concerto in piazza Castello. Il processo di autorizzazione di piazza Arbarello, del resto, è durato, come detto, 13 giorni e ha previsto un passaggio in Commissione Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza. La situazione di impasse è, però, superata grazie agli “incoraggiamenti informali” della Prefettura e del Comune a presentare tutta la documentazione necessaria ad un cambio di location sul filo di lana. Così, nell’arco di un pomeriggio, i professionisti selezionati dal Polo del 900 presentano una nuova richiesta di occupazione di suolo pubblico e gli operai utilizzano le ore notturne per effettuare il trasferimento di tutte le strumentazioni.

– Siamo al 25 aprile. Il documento che autorizza la manifestazione è consegnato via mail agli organizzatori impegnati nel montaggio direttamente in piazza Castello. Ha data 24 aprile, modifica l’atto di revoca e da conto della «nuova richiesta di occupazione con palco, pagoda, e servizi igienici in Piazza Castello». Una curiosità: come l’atto precedente, non è firmato dal dirigente che si occupa del suolo pubblico, ma da una sua collega che si occupa dell’imposta di soggiorno. È lei che firma al suo posto.

Il fascicolo per il momento serve esclusivamente per acquisire più elementi da parte della procura ed è stato affidato ai pubblici ministeri Antonio Rinaudo e Vincenzo Pacileo, già titolari dell’inchiesta sui tragici fatti di piazza San Carlo del 3 giugno scorso.