di Andrea Doi

Torna di moda lo staffista a Palazzo di Città. Anche se sarebbe più giusto dire “resta di moda”. Già, perché a quanto pare non c’è blocco di spese che tenga e che possa impedire alla Giunta targata Chiara Appendino di deliberare nuove nomine da inserire negli staff degli assessori.

Nonostante rulli di tamburo e squilli di tromba che annunciavano il taglio alle spese e un risparmio del 30% in confronto all’amministrazione guidata da Piero Fassino, continua l’infornata. Praticamente ogni mese.

«Con giorni lunghi di colori chiari ecco Luglio, il leone, riposa, bevi e il mondo attorno appare come in una visione, come in una visione…»

Dall’ormai celebre “deliberone” di luglio (leggi qui) (e qui), che fissa un impegno di spesa dal 2016 al 2021 di 3.688.803 e in cui vengono nominati i collaboratori di staff per Appendino, vice sindaco Montanari e assessori vari, con delibere successive si procede all’assunzione di altri staffisti sconfessando di fatto i buoni propositi della sindaca. Certo la mancata nomina del direttore generale ha comportato un risparmio, tuttavia il fantomatico “taglio dello staffista”, utilizzato propagandisticamente, parrebbe non essere mai avvenuto.

«Non si lavora Agosto, nelle stanche tue lunghe oziose ore mai come adesso è bello inebriarsi di vino e di calore, di vino e di calore… »

Con una delibera di agosto, per “Impegno di spesa per gli anni dal 2016 al 2021 di euro 955.820,18”, «ai sensi dell’articolo 90» vengono individuati «i componenti degli uffici degli Assessori Pisano, Giannuzzi e Finardi in qualità di “Collaboratori di staff”» (leggi qui)

«Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull’età, dopo l’ estate porta il dono usato della perplessità, della perplessità… »

A settembre il Comune di Torino chiude cassa e per 45 giorni entra in modalità “gestione provvisoria”. Non ci sarà nessun pagamento per questo arco di tempo tranne stipendi dei dipendenti e rate dei mutui. Il portafoglio potrà aprirsi solo per spese strettamente necessarie. Insomma tutto congelato, come se il capoluogo piemontese fosse diventato per colpa di un incantesimo come Arendelle, il regno di Frozen, del cartoon della Walt Disney. Quale clima migliore per deliberare, pochi giorni dopo l’arrivo del “gelo” a Palazzo di Città, altre nomine di staffisti…

Il 27 di San Paganino (data scelta nel 1864 dal ministro delle Finanze Marco Minghetti per saldare gli stipendi degli italiani) la Giunta delibera un “impegno di spesa per gli anni dal 2016 al 2021 di euro 313.616,24” (leggi qui).

Su questa base un dipendente, responsabile socio culturale, viene individuato come “collaboratore interno con funzioni di raccordo politico amministrativo” per l’assessore alle pari opportunità Marco Giusta. Prevista una indennità annua lorda di 12mila euro, tredicesima compresa. Inoltre viene richiesta, con lo stipendio annuo lordo di 26.564,05 e una indennità di 13.500 la presa in carico di una collaboratrice per l’assessora alla Cultura Francesca Paola Leon.

Tra gli staffisti non ci sono solo new entry: vi sono anche alcuni collaboratori che già lavorano in Comune, che vedranno al loro stipendio aggiungersi un’indennità intorno ai 13mila euro. Come è stato indicato dalle linee guida della sindaca che privilegiano il ricorso a personale interno, con relativo aumento degli emolumenti complessivi. In quei giorni settembrini a Torino non si trovavano 40 mila euro per pulire il fiume Po dalle alghe e altro, e si diceva che da novembre il servizio trasporti disabili per i conti in rosso rischiava di essere sospeso. Mentre altre richieste vengono accolte e altri collaboratori assumono incarichi negli assessorati.

«Non so se tutti hanno capito Ottobre la tua grande bellezza: nei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebbrezza, prepari mosto e ebbrezza»

ottobre-delibera

Ottobre