Da oggi su Nuova Società, grazie al direttore Andrea Doi e alla UILP Piemonte, nasce una nuova rubrica: “DIRITTI”, che mi onorerò di gestire in qualità di Responsabile regionale dell’Ufficio H della UILP Piemonte. Lo scopo di questa rubrica è quello di offrire alle persone con disabilità e alle loro famiglie tutte le informazioni necessarie per conoscere i propri diritti e come ottenerli.

Sarà inoltre possibile per i lettori di Nuova Società scrivermi una mail a [email protected]  per rivolgermi delle domande su argomenti specifici. Oltre alle risposte che darò su Nuova Società, sarà inoltre possibile chiedermi di incontrarvi, utilizzando la stessa mail.

Ma non è tutto, infatti la rubrica “DIRITTI”dedicherà spazio alle eccellenze del mondo della disabilità nel mondo dello sport, della cultura,  delle istituzioni e nell’associazionismo, un modo questo per far conoscere una realtà, poco conosciuta alle persone cosiddette “normali”.

 

Oggi inauguriamo la nostra rubrica con un argomento apparentemente semplice, ma che crea sempre molti dubbi e incertezze: La presentazione della domanda di invalidità civile.

L’invalidità civile è una condizione riconosciuta dall’ordinamento giuridico italiano ed è un requisito per accedere a determinate prestazioni economiche e socio sanitarie da parte dello Stato, nonché al servizio di collocamento mirato ai sensi della legge 68/99, ma a questo argomento dedicheremo uno specifico articolo.

Dal 1 gennaio 2010 la domanda per il riconoscimento dello stato di invalidità civile, sordità civile, cecità civile, handicap e disabilità, completa della certificazione medica che attesta la natura delle infermità invalidanti, deve essere presentata esclusivamente per via telematica.

Ma vediamo nello specifico chi ha diritto e come presentare la domanda di invalidità civile.

Possono presentare domanda di riconoscimento dell’invalidità civile:

• i cittadini italiani con residenza in Italia;
• i cittadini stranieri comunitari legalmente soggiornanti in Italia e iscritti all’anagrafe del comune di residenza;
 i cittadini stranieri extracomunitari legalmente soggiornanti in Italia, titolari del requisito del permesso di soggiorno di almeno un anno, come previsto dall’articolo 41 del Testo unico per l’immigrazione, anche se privi di permesso di soggiorno CE di lungo periodo.
Per le prestazioni economiche di competenza dell’INPS è richiesto un grado di invalidità compreso tra il 74% e il 100% (per aver diritto alla “pensione di invalidità” e quindi ricevere 285 euro al mese, le persone con disabilità con percentuale tra il 74% e il 99% devono avere un ISEE sotto i 4.408,95 euro, mentre le persone con disabilità al 100%devono possedere un ISEE sotto i 15.154,24 euro).
Per avviare il processo di accertamento dello stato di invalidità civile l’interessato deve prima di tutto recarsi dal proprio medico di base, e chiedere il rilascio del certificato medico introduttivo attestante le infermità invalidanti, che deve indicare, oltre ai dati anagrafici, i dati clinici (anamnesi, obiettività), eventuale indicazione dell’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o dell’impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza continua, questo in caso di richiesta di indennità di accompagnamento.
Il medico, se riscontra ulteriori patologie, può comunque scrivere nel certificato che la persona con disabilità è anche:

• affetto da malattia neoplastica (tumore);
• affetto da patologia in situazione di gravità;
• affetto da disabilità intellettiva o relazionale.

Il professionista deve poi specificare che la domanda è inviata ai fini del riconoscimento delle seguenti condizioni (ne può indicare più di una):

• handicap;
• invalidità;
• cecità;
• sordità;
• disabilità.
Il medico, una volta compilato il certificato online, lo inoltra all’INPS attraverso il servizio dedicato, stampando una ricevuta completa del codice identificativo della procedura attivata. La ricevuta viene consegnata dal medico all’interessato insieme a una copia del certificato medico originale che il cittadino dovrà esibire all’atto della visita medica.
Per la presentazione della domanda d’invalidità civile, il certificato medico introduttivo ha una validità di 90 giorni.

Ottenuto il certificato medico la domanda va presentata attraverso il servizio online tramite PIN o attraverso i Patronati “ITAL UIL” che troverete in TUTTE LE NOSTRE SEDI.
In caso di minore va consegnato al Patronato “ITAL UIL” oltre alla fotocopia della carta d’identità e del codice fiscale del minore anche quella del genitore o tutore.

La prima visita deve essere fissata entro:

– 30 giorni dalla data di presentazione della domanda per l’effettuazione delle visite ordinarie;
 15 giorni dalla data di presentazione della domanda in caso di patologia oncologica ai sensi dell’art. 6 Legge 80/06 o per le patologie comprese nel decreto 2 agosto 2007.
La data definitiva viene comunicata anche con lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
In caso il richiedente della domanda fosse non trasportabile,il medico deve compilare e inviare online il certificato medico di richiesta di visita domiciliare, almeno cinque giorni prima della data già fissata per la visita ambulatoriale.
In caso di impedimento, l’interessato può scegliere tra una delle date indicate dal sistema. Se l’interessato non si presenta alla visita viene convocato una seconda volta e ogni ulteriore assenza sarà considerata rinuncia e farà decadere la domanda.
Alla visita l’interessato può farsi assistere da un medico di sua fiducia.
Una volta ottenuto il verbale di riconoscimento dell’invalidità dalla commissione medica, per richiedere la pensione di invalidità è necessario presentare la domanda, recandosi presso i nostri Patronati “ITAL UIL” per inviare all’INPS il modello AP 70 richiedendo l’accredito e gli arretrati della pensione di invalidità, poiché si ha diritto ai 285 euro al mese dal momento in cui la Commissione certifica l’invalidità.

Infine se non si è d’accordo con la percentuale di invalidità assegnata è possibile presentare ricorso giurisdizionale, bisogna però tenere presente che dal 2012 non è più possibile presentarsi direttamente davanti al giudice ed iniziare la causa giudiziaria se prima non si è concluso l‘Accertamento Tecnico Preventivo (ATP), ovvero un’analisi di verifica delle condizioni sanitarie che legittimano le pretese che il ricorrente intende far valere in giudizio  (legge 111/2011).

L’istanza di accertamento tecnico preventivo va presentata entro sei mesi dalla notifica del verbale (vi consiglio di conservare anche la busta della lettera del verbale, perché fa fede la data dell’invio), presso il giudice ordinario con l’assistenza di un legale (anche in questo caso, non spaventatevi, l’Ufficio H è convenzionato con un avvocato specializzato in tale argomento). Il termine per la presentazione del ricorso è perentorio, dopodiché sarà solamente possibile presentare una nuova domanda amministrativa.

Il prossimo articolo sarà dedicato alle modalità di iscrizione per le persone con disabilità al collocamento mirato ai sensi della legge 68/99 e all’inserimento lavorativo delle categorie protette.

Attendo le vostre mail.