Ece Temelkuran è una giornalista e scrittrice turca che ha lavorato per importanti giornali e per la televisione, ma nel 2011, dopo una serie di articoli critici nei confronti del presidente Erdogan,  è stata licenziata e costretta a lasciare il paese. Ora vive a Zagabria, e continua la sua battaglia contro il regime turco con articoli, analisi politiche, saggi e conferenze in giro per il mondo. Quasi tre milioni di persone la seguono su Twitter.

“Come sfasciare un paese in sette mosse. La via che porta dal populismo alla dittatura”, pubblicato in Italia da Bollati Boringhieri,  è l’ultima riflessione di Ece Temelkuran sugli avvenimenti che in pochi anni hanno minato alle fondamenta la democrazia turca e hanno dato al presidente Erdogan un potere quasi assoluto. Ma non è una riflessione che riguarda solo la Turchia. Quello che ci è accaduto – ammonisce Ece Temelkuram –  si sta ripetendo anche negli Stati Uniti con Trump, nell’Ungheria di Orban e in tanti altri paesi. Cambiano i luoghi, cambiano le persone, ma i metodi sono gli stessi e si perfezionano con il tempo.

Reagire, per chi è ancora convinto del valore del ragionamento logico e del confronto delle idee, è quasi impossibile, perché il populismo si nutre di slogan vuoti, ed è sempre pronto a coniarne di nuovi se quelli vecchi si dimostrano inefficaci. E vuoto è perfino il cavallo di battaglia di ogni buon populista, quando contrappone  se stesso in quanto presunto interprete della volontà popolare alle macchinazioni delle élites e di  non meglio identificati poteri forti. Ma le urla e gli schiamazzi ottengono lo scopo di mettere a tacere chi vorrebbe ragionare. Poi arrivano le intimidazioni, le minacce, e, dopo la presa del potere,  la repressione di uno stato dove tutte le istituzioni sono asservite al volere del dittatore.

Nel libro Ece Temelkuran individua sette passaggi fondamentali, e li racconta in altrettanti capitoli.

Primo: crea un movimento. Secondo: disgrega la logica, spargi il terrore nella comunicazione. Terzo: abolisci la vergogna. Nel mondo della post-verità essere immorali è figo. Quarto: smantella i meccanismi giudiziari e politici. Quinto: progetta i tuoi cittadini e le tue cittadine ideali. Sesto: lascia che ridano dell’orrore. Settimo: costruisci il tuo paese.

Quello di Ece Temelkuran è un libro appassionato, che a volte lascia un poco perplessi, come accade quando un autore è profondamente coinvolto negli avvenimenti. Ad esempio, non approfondisce le cause di tipo sociale ed economico che in così tanti paesi hanno fatto crollare la fiducia nel sistema e alimentano le spinte populiste.

Ma è un libro davvero interessante, dove il lettore italiano non faticherà a ritrovare inquietanti analogie tra i primi passi di Erdogan e i comportamenti di alcuni dei nostri politici. Brandire un rosario e farsi fotografare davanti a un piatto di spaghetti può apparire bizzarro ad alcuni di noi.

Ma non è molto diverso dall’agitare il Corano e distribuire viveri nei quartieri poveri di una città alla vigilia del voto.