Meno apparenza e più sostanza. Ed efficienza. È questo quanto chiede la capogruppo di Uscita di Sicurezza Deborah Montalbano per niente soddisfatta delle risposte che l’assessora Paola Pisano ha fornito alla sua interpellanza sulla caotica situazione delle anagrafi torinesi.

«A gennaio con l’introduzione delle Carte di identità elettroniche (CIE) le sedi anagrafiche di Torino sono arrivate al collasso, con incremento dei carichi di lavoro conseguenti all’adeguamento ANPR (Anagrafe Nazionale Popolazione Residente).Lungaggini burocratiche, attese estenuanti ed episodi di insofferenza che richiedono l’intervento delle Forze dell’ordine e la cronica mancanza di personale sono le problematiche riscontrare» afferma Montalbano.
«Si fanno tante parole in politica, ma la situazione reale è un’altra – ha sottolineato la consigliera. Con l’adesione al ANPR c’è stato un incremento dei carichi di lavoro senza una strategia e un piano organizzativo. Tutto questo senza tenere conto che il sistema applicativo Ministeriale, funziona in maniera diversa da quello dell’anagrafe di Torino (NAO), che avrebbe dovuto essere aggiornato e invece provoca disallineamenti».

Montalbano ha poi posto l’accento sulla questione della mancanza di personale a cui per ora il Comune non è stato in grado di sopperire: «Il Ministero degli Interni, attraverso la Prefettura, ha messo a disposizione 51 postazioni, peccato che manchi il personale necessario a farle funzionare. E il Comune cosa fa? A giugno decide di fare un bando di mobilità per la ricerca di 22 risorse umane, tardivamente quando gli uffici si trovano ormai in una situazione precaria. E ad aggravare la situazione durante il periodo estivo vengono chiuse le sedi decentrate, aumentando il carico sulle altre e in particolare su quella centrale! Peccato che la maggior parte del personale abbia un’età media di 55 anni e poi chi vuole andare in questi uffici, dove le misure di sicurezza lasciano il tempo che trovano, ci sono carenze igienico-sanitarie, i mezzi informatici sono obsoleti e si lavora in condizioni precarie e di disagio con carichi di lavoro estenuanti?».

«Se io fossi in maggioranza avrei già richiesto le dimissioni dell’assessora Paola Pisano»commenta seccamente la consigliera ex Cinque stelle che ha chiesto che la questione venga ora approfondita nelle commissioni consiliari oltre a un incontro con i sindacati di categoria ma che potrebbe anche portare la questione sul tavolo della procura: «Mi riservo di fare un esposto in Procura, perché non è accettabile che la Città di Torino si ritrovi ad essere gestita da assessori della Giunta Appendino, che danno priorità ad apparire come dei fenomeni, lavorando poi nel concreto con una superficialità inaudita. Basta ricordare che il termine ultimo per l’adesione ANPR è fissato per il 31 dicembre 2018, ma si sono già annunciate proroghe a livello nazionale, perché sono moltissimi i comuni, che hanno bisogno di adeguamenti al proprio interno, prima di gettare i servizi della propria Città in un procedimento innovativo».